VI SIETE MAI POSTI LA DOMANDA DEL PERCHE’ IN QUESTA SOCIETA’ TUTTI PUBBLICANO TUTTO SUI SOCIAL?

 

La maggioranza delle persone che usa social documenta quasi ogni singolo momento della propria giornata. Sempre più persone sono spinte a fare questo, famose o meno, è proprio il meccanismo “digital social”. Ma qualcuno si è mai chiesto se veramente chi pubblica determinati momenti della propria giornata li viva veramente oppure solo per fotografarli? Etichettare queste persone come narcisiste, esibizioniste o vanitose non è la definizione giusta, c’è un meccanismo molto più profondo e complesso che ti porta a fare determinate cose, la psicologia ha delle cose molto interessanti da dirci riguardo a questa argomento. Si parla di chimica del cervello. Ogni volta che queste persone pubblicano qualche cosa, ricevendo un like, commenti, reaction e cazzate simili, il loro cervello rilascia Dopamina, è la stessa sensazione che provi quando mangi del buon cioccolato, quando ti innamori o vinci qualche cosa!!

Un neurotrasmettitore della ricompensa. Gli studiosi hanno identificato quello che chiamano il dopamine-driven feedback loop, un circolo vizioso in cui il cervello impara ad associare la pubblicazione di contenuti con una ricompensa immediata. Pubblichi, aspetti con ansia crescente le notifiche, vedi i numerini salire e il gioco è fatto : scarica di dopamina. Il cervello registra l’esperienza come positiva e vuole ripeterla il prima possibile. Questo meccanismo è stato documentato in diversi studi che analizzavano l’attività cerebrale mentre si utilizzano i social. Un sociologo di nome Erving Goffman scrisse qualcosa di rivoluzionario, ancora prima dell’avvento di Facebook.

La sua teoria della presentazione del sé sosteneva che tutti noi, nella vita quotidiana, siamo attori su un palcoscenico. Gestiamo costantemente l’impressione che diamo agli altri, adattando il nostro comportamento al pubblico che abbiamo davanti.

Goffman distingueva tra “performance pubblica” e “retroscena privato”. Con i colleghi ti comporti in un modo, con gli amici in un altro, a casa da solo in un altro ancora. È normale, è umano, è quello che facciamo tutti per navigare le complesse dinamiche sociali. Adesso immaginate e trasferite il tutto nella società di oggi, la versione verrà amplificata all’ennesima potenza. Un palcoscenico attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, continuamente sotto i riflettori e al giudizio di tutti.

Chi fa queste cose dimostra un disagio psicologico, i social ti offrono uno spazio dove il tuo sé ideale può finalmente esistere e ricevere validazione. Se nella vita reale ti senti noioso, insicuro o inadeguato, online puoi costruire una versione di te che è interessante, sicura di sé, ammirato. Questo meccanismo è particolarmente forte nelle persone con bassa autostima, usando i social come strumento compensativo per colmare un vuoto emotivo. In poche parole cerchiamo conferme del nostro valore attraverso lo sguardo degli altri, e i social media hanno trasformato questo bisogno in qualcosa di quantificabile e misurabile.

Questo meccanismo è molto pericoloso crea una vera e propria dipendenza emotiva. Il tuo umore inizia a cambiare in base al numero di visualizzazioni che ricevi online. Una foto con pochi like diventa un attacco diretto alla tua autostima. Un post ignorato ti fa sentire invisibile, irrilevante. Al contrario, un contenuto che fa il botto ti fa sentire al top, almeno fino al prossimo post, quando il ciclo ricomincia da capo. Il problema è che stai confrontando il dietro le quinte della tua vita con la versione super-editata e spesso falsa, della vita degli altri.

Non tutto quel che vediamo sui social è un riflesso della realtà. L’apparenza sulle piattaforme sociali, così come abbiamo spiegato, è relativa. Non cadiamo nell’errore di pensare che esistono persone che vivono 24 ore al giorno nell’euforia e felicità totale! Tutti abbiamo momenti di tristezza, gioia, angoscia e via dicendo, la vita è piena di emozioni positive e negative e ignorare le seconde per principio ci farà solo del male. La soluzione??

Non pubblicare cio’che vivi, se ogni esperienza o momento diventa un contenuto, smetti di viverla per te e ti disconnetti da te stesso. Soprattutto smetti di guardare i personaggi denominati “Influencer” sinonimo di “IDIOTI PAGATI PER VENDERE ILLUSIONI E IRREALTA’”. Butta via il telefono e vai in mezzo alla natura, stai a contatto con persone reali a cui vuoi bene e che ti fanno sentire felice per quello che realmente sei, cercati hobby e passatempi sani e appaganti, quelli che vivi nella realtà e nel “Qui Ora”. Semplice!!! Provare per credere.


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