I CIBI ULTRAPROCESSATI
Negli ultimi decenni c’è stato un cambiamento significativo nelle abitudini alimentari, con un aumento esponenziale del consumo di prodotti ultraprocessati. Sapete di cosa si tratta?
Sono prodotti industriali formulati a partire da ingredienti derivati da alimenti e da additivi alimentari, solitamente attraverso una serie di processi fisici e chimici, questi prodotti sono spesso pronti al consumo o da riscaldare, altamente palatabili, e progettati per avere una lunga durata di conservazione. Gli ingredienti comuni includono zuccheri raffinati, oli idrogenati, grassi saturi, additivi, conservanti, aromi e coloranti.
Vi siete mai chiesti del perché l’industria alimentare ne faccia uso? Oltre ai motivi sopraindicati, vengono utilizzati per sopperire alla materie prime utilizzate di scarsa qualità, sia dal punto di vista nutrizionale che di gusto. Inoltre permette alle multinazionali del cibo di acquistare materie prime a prezzi bassissimi, perché appunto di scarsa qualità, poi addizionarle di chimica per poi rivenderle a prezzi più alti, passandoli per prodotti freschi e di qualità. In sostanza minore spesa e massima resa!! Ma a livello salutare il consumo di tali cibi ultraprocessati contribuisce a una serie di problemi di salute, tra cui obesità, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro.
Contengono un alto contenuto di zuccheri aggiunti, grassi saturi e sale, e un basso contenuto di fibre, vitamine e minerali.
Gli additivi alimentari, come emulsionanti, conservanti, dolcificanti artificiali, aromi e coloranti, sono ampiamente utilizzati nei cibi ultraprocessati. Sebbene molti di questi additivi siano considerati sicuri nelle quantità approvate, il loro consumo abituale e combinato è fonte di preoccupazione per la salute a lungo termine. Ma come!! Ci dicono che sono sicuri e poi ci dicono che il loro consumo a lungo termine può essere pericoloso per la salute, fatevele due domande!! Per non parlare poi che le due organizzazioni che certificano e controllano questi additivi e la loro pericolosità, cioè OMS e EFSA sono enti corrotti comandati da bigfarma e filantropi miliardari, che sappiamo bene a chi mi riferisco.
Tornando ai cibi ultraprocessati, sono progettati per essere convenienti e facili da consumare. Spesso vengono commercializzati in modo aggressivo, con pubblicità che li rendono attraenti, specialmente per i bambini e gli adolescenti. La loro disponibilità e la promozione possono influenzare negativamente le scelte alimentari, spingendo i consumatori verso opzioni meno salutari.
Per chi magari ancora non ha ben compreso andiamo più nel pratico, i cibi ultraprocessati riguardano le seguenti categorie:
Snack dolci e salati: Patatine, biscotti, merendine confezionate, barrette energetiche.
Bevande zuccherate: Bibite gassate, bevande energetiche, succhi di frutta industriali.
Prodotti da forno: Pane confezionato, torte industriali, pizze surgelate.
Piatti pronti: Zuppe in scatola, cibi pronti da microonde, piatti surgelati.
Carni processate: Wurstel, salsicce, salumi confezionati.
Questo è inteso anche per il biologico e soprattutto la moda vegana.
Tutti alimenti che si trovano nei supermercati di tutto il mondo, il 99% dei prodotti venduti al supermercato, ipermercato e discount sono tutti ultrprocessati, non solo i confezionati, ma comprende anche quelli venduti ai banconi della carne del pesce e del pane.
I cibi ultraprocessati rappresentano una minaccia insidiosa per la salute pubblica, mascherata dalla loro apparente convenienza e appetibilità. È fondamentale che prendiate consapevolezza a riconoscere e limitare il consumo di questi alimenti, anzi eliminarli totalmente, preferendo una dieta basata su cibi freschi, frutta, cereali integrali e verdure in abbondanza e di stagione. Cercando di auto produrvi in casa il più possibile e più di qualità.
La storia dei cibi ultraprocessati è un viaggio attraverso le trasformazioni sociali e le dinamiche economiche. Questi alimenti, nonostante la loro praticità e il loro fascino irresistibile, costituiscono una sfida considerevole per il benessere di ognuno di noi. Scoprire le radici di questa diffusione e comprendere i meccanismi dietro la loro popolarità può guidarci verso decisioni più consapevoli e promuovere uno stile alimentare più salutare. Nel prossimo articolo parlerò di come è nato il tutto e perché.


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