ALCUNI UTENSILI DA CUCINA POSSONO ESSERE NOCIVI PER CUCINARE E PER L’AMBIENTE, VI DICO QUALI.
Negli ultimi anni, la plastica di colore nero è diventata una scelta popolare per rendere più eleganti gli utensili da cucina e i contenitori per alimenti. Avete presente i contenitori neri dove viene venduto o servito ad esempio sushi? Esattamente quelli, ma non solo.
Come dimostra un nuovo studio condotto dalla Toxic-Free Future che lancia un allarme ben preciso: questi prodotti possono contenere sostanze chimiche tossiche, in particolare “ritardanti di fiamma”. Sapete cosa sono?
I ritardanti di fiamma (flame retardants, o FR) sono additivi chimici applicati su un’ampia gamma di materiali per aumentare la resistenza al fuoco: questi composti, infatti, si accumulerebbero nell’ambiente, in particolare nelle piante, finendo così nella catena alimentare umana con conseguenti effetti sulla salute. Gli FR sono comunemente usati in per la realizzazione di un’ampia gamma di materiali e prodotti (tessuti, schiume, dispositivi elettrici ed elettronici, legno, prodotti da costruzione e isolanti), poiché aumentano la resistenza al fuoco e scongiurano il rischio di una rapida propagazione delle fiamme. La definizione “ritardanti di fiamma”, tuttavia, identifica una funzione e non una specifica classe di componenti chimiche e, conseguentemente, sono numerose le sostanze che possono servire allo scopo. Attualmente, sono circa 200 i composti chimici organici ed inorganici usati come FR per le loro proprietà fisico-chimiche – molti di questi considerati tossici per l’uomo e l’ambiente. Nell’Unione Europea, l’uso di alcuni FR è vietato o limitato per ragioni di sicurezza della salute pubblica; tuttavia, a causa della loro persistenza nell’ambiente, tali sostanze chimiche continuano a destare timori: i prodotti trattati con FR, infatti, lasciano “filtrare” queste sostanze nell’ambiente e contaminano l’aria, il suolo e l’acqua. Questi contaminanti possono successivamente penetrare nella catena alimentare, dove si rinvengono soprattutto in alimenti di origine animale come pesce, carne, latte e prodotti derivati.
Per quanto riguarda gli alimenti, la plastica nera è spesso realizzata riciclando componenti di apparecchi elettronici. Durante questo processo di riciclo, le plastiche normali non vengono sempre separate da quelle trattate con ritardanti di fiamma. Questi composti chimici, progettati per prevenire incendi, possono quindi rimanere nei prodotti finiti, risultando decisamente problematici per la nostra salute. Questo studio ha analizzato 203 oggetti di plastica nera, specifichiamo che si trattava di oggetti in vendita negli Stati Uniti, ma non pensiate che in Italia siamo esenti, inclusi contenitori per sushi, utensili da cucina e giocattoli per bambini, per rilevare la presenza di bromo, un indicatore comune di ritardanti di fiamma.
Il risultato è stato che 17 prodotti su 20, ovvero l’85% degli oggetti analizzati conteneva tracce di ritardanti di fiamma, tra cui un composto chimico vietato. Le concentrazioni più elevate, fino a 22.800 ppm, sono state trovate in un vassoio per sushi e negli utensili da cucina. I ricercatori consigliano di evitare l’acquisto di utensili di plastica nera e di non riscaldare cibi in contenitori di plastica di questo colore. Queste sostanze possono infatti migrare dalla plastica al cibo, aumentando in modo significativo il rischio di esposizione a tali composti tossici. Prestate attenzione ai giocattoli per bambini di plastica nera, poiché i più piccoli tendono a mettere in bocca gli oggetti, aumentando il rischio di esposizione alle sostanze tossiche eventualmente presenti. Nella nostra cucina sicuramente abbiamo qualche utensile con questo tipo di materiale, il consiglio è quello di gettarlo nel bidone il prima possibile.



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