AVETE MAI SENTITO PARLARE DI FTALATI ?




Gli ftalati debuttano un secolo fa, circa nel 1920. 

Il destino di questa famiglia di sostanze si lega indissolubilmente a quello della plastica, che di lì a breve invaderà la società moderna. Infatti, questo “miracoloso” composto rende flessibili e malleabili i prodotti di plastica come quelli in PVC, polivinilcloruro, che altrimenti sarebbero rigidi e poco pratici. 

Nonostante le evidenze scientifiche sulla pericolosità di queste sostante, si stima che al 2004 la produzione mondiale di ftalati sia stata di 400mila tonnellate. 

Immaginatevi oggi dopo vent’anni.

Troviamo ftalati principalmente nel PVC, in questo prodotto lo ftalato consente alle molecole del polimero di scorrere le une sulle altre rendendo il materiale morbido e modellabile anche a basse temperature.

L’industria chimica li impiega anche come solventi nei profumi e nei pesticidi. 

Quindi li ritroviamo nella cosmetica e in preparati di smalti per unghie, adesivi e vernici, nei saponi per le mani e negli shampoo.

Gli ftalati sono nei contenitori alimentari e nelle pavimentazioni. 

Queste sostanze finiscono nel nostro organismo anche attraverso l’ingestione e l’assunzione di alcuni cibi, soprattutto quelli consumati all’esterno, nei fast food, quali panini e sandwich, probabilmente grazie ai contenitori utilizzati. 

Lo dimostra uno studio, che gli adolescenti che mangiano fuori possiedono tracce di ftalati nel proprio organismo fino al 55% in più rispetto ai loro coetanei che mangiano a casa.

Le sostanze di ftalati si possono rinvenire anche nel latte intero, nell’olio da cucina, nella margarina, nella panna. 

Gli ftalati possono entrare nell’organismo umano anche attraverso il consumo di carne, soprattutto quelle grasse o di pollame. 

Questo non significa che mangiare il pollame fa male, è il segno che l’uso estensivo di ftalati nei decenni passati ha contaminato il suolo, e dunque anche il mangime per gli animali che poi entrano nella nostra catena alimentare. 

Dai solventi ai sigillanti, dopo quasi un secolo di impiego industriale, gli ftalati sono ancora presenti nella quotidianità, dunque pericolosi. Ampiamente utilizzate a livello industriale già dal 1930, queste molecole si presentano tra loro con una struttura simile. 

Quelle con maggiore peso molecolare sono usate come agenti plasticanti e adesivi sigillanti nei prodotti di confezionamento alimentare e nei dispositivi medici. 

Quindi senza fare terrorismo informativo, vi do alcuni consigli su come difendersi:

 • leggere le etichette dei prodotti e, se possibile, scegliere di utilizzare prodotti che dichiarano di essere senza ftalati;

 • pulire e arieggiare regolarmente la casa per eliminare la polvere, che può contenere ftalati rilasciati da prodotti e arredi;

 • scegliere prodotti freschi piuttosto che cibi e bevande preconfezionati e trasformati;

 • i prodotti di consumo realizzati in PVC flessibile hanno maggiori probabilità di contenere ftalati.

Ricordate anche che gli ftalati sono contenuti in un materiale di uso comune in tutte le cucine, la pellicola trasparente per alimenti, a contatto con il cibo rilascia questa sostanza cancerogena, fate attenzione, il 90% delle pellicole li contiene, acquistate solo pellicole dove viene indicato “SENZA FTALATI”, si trovano basta cercarle.

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