COADIUVANTI TECNOLOGICI, LE SOSTANZE NASCOSTE.




Sono additivi alimentari ma per loro non c’è l’obbligo di indicazione in etichetta: stiamo parlando dei Coadiuvanti tecnologici, una lunga lista di sostanze usate nella trasformazione di materie prime, alimenti o loro ingredienti, per esercitare una determinata funzione tecnologica nella lavorazione o nella trasformazione. Antischiuma, agenti di lavaggio e pelatura, anticalcare, agenti di schiuma, decoloranti, biocidi... Tutte queste sostanze, naturali o sintetiche, hanno in comune di essere “Coadiuvanti tecnologici". Questo qualificatore significa che vengono aggiunte volontariamente durante la preparazione o la trasformazione degli alimenti. E questo, per facilitare le fasi della produzione industriale. La maggior parte dei coadiuvanti tecnologici sono prodotti chimici come acidi, alcoli o butano. Ci sono anche un certo numero di enzimi, utilizzati per facilitare la trasformazione preliminare di diversi ingredienti. Servono così ad aumentare l'elasticità dell'impasto nella panificazione industriale, o permettono la coagulazione del latte nei formaggi. Anche qui la legge è molto ambigua, sono a tutti gli effetti additivi, ma non sono considerati additivi. La sfumatura tra coadiuvante  e additivo è molto sottile. Gli industriali possono usarlo come additivo per addensare lo yogurt, e lo indicheranno quindi nella lista degli ingredienti. Possono anche usarlo come ausiliare per dare consistenza alla preparazione di frutta, che sarà poi mescolata allo yogurt; in questo caso, questo addensante rimarrà "in incognito". Lo capite quante schifezze chimiche ci fanno ingerire senza saperlo? Come se già ne mettessero poche. Sapete che i succhi di frutta vengono trattati con anti schiuma, Il silicio viene spesso aggiunto al succo nell’impianto di produzione dei concentrati per evitare la formazione di schiuma, che interromperebbe il processo di concentrazione. Gli imbottigliatori considerano il silicio un coadiuvante tecnologico e quindi non lo indicano in etichetta. La molecola tuttavia rimane e finisce nel bicchiere del consumatore, dove continua ad agire da antischiuma. 

Un’altro esempio è uno yogurt con la scritta “senza additivi”,  può contenere un addensante. Ciò significa anche che un prodotto può mostrare la dicitura "senza additivi", ma contenere diverse sostanze chimiche aggiunte. 

Questa assenza di etichettatura dei coadiuvanti tecnologici è giustificata dalle quantità residue molto piccole presenti nel prodotto finale, intanto però te le mangi ugualmente.

Additivi non dichiarati sono comuni anche nei prodotti di origine animale. ‘I coloranti rosa si trovano in particolare in un gran numero di salmoni, gamberetti e trote, e spesso anche i coloranti gialli, vengono aggiunti, nel burro e nelle uova’. Questi additivi non devono essere etichettati, semplicemente perché introdotti nel prodotto indirettamente, tramite l’alimentazione del bestiame.

Nelle barrette di cereali, muesli o torte alla frutta, per esempio, talvolta l’elenco degli ingredienti non riferisce la presenza di anidride solforosa (E220) o di bisolfito di sodio (E222), solfiti spesso usati come conservanti nella frutta seccaL’esposizione cronica a basse dosi di alcune sostanze si rivela in grado di presentare rischi per la salute. Quindi qual’è la differenza sostanziale tra additivi e coadiuvanti tecnologici? E’ unicamente il dosaggio! La cosa allarmante è che le aziende produttrici di cibo sono del tutto consapevoli che la presenza di residui di queste sostanze nel prodotto finito è inevitabile, ma non c’è legge che obbliga il produttore ad informare il consumatore,  anche se molte di queste sostanze sono considerate cancerogene, come i Nitriti negli insaccati, Benzopirene nei prodotti affumicati, Neurotossine cioè solventi organici come l’esano utilizzati per l’estrazione di certi oli e aromi, o Allergizzanti cioè Solfiti.

Un’ultima cosa da dire è che queste sostanze possono essere autorizzate, ad esempio in Francia e vietate negli Stati Uniti o in qualsiasi altro posto nel mondo e in un'altro no, non esiste un legge uguale per tutti. Immaginate quindi il casino che creano in testa al consumatore. Inoltre i dosaggi consentiti cambiano costantemente, a seconda dei nuovi studi o delle pressioni delle varie Lobby.  Purtroppo la maggioranza dei consumatori acquistano senza farsi troppe domande, convincendosi che si tratta solo di un male minore, poi imprecano quando stanno male o gli vengono diagnosticate malattie gravi. Riflettete!! 

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