CURCUMINA E100




Colorante curcumina (E100): additivo alimentare innocuo e naturale come pubblicizzato?


Iniziamo specificando che i coloranti alimentari si dividono in 2 principali categorie: 

artificiali (di sintesi chimica in laboratorio) e naturali.

Nello specifico vi voglio informare su un colorante classificato come naturale, il colorante giallo curcumina, identificato in etichetta anche con la sigla E100.

Questo colorante in realtà non è così innocuo come sembrerebbe, in particolare perché nell’industria, a questo colorante, prima di inserirlo in vari alimenti, si aggiunge l’alluminio per esempio, ma di tale alluminio nella lista ingredienti non c’è alcuna traccia. 

È una sostanza conforme nella UE dai regolamenti che disciplinano l’utilizzo di tutte le sostanze ad uso alimentare. 

Ma è un colorante utilizzato anche in ambito farmaceutico, per rivestire e colorare le compresse dei farmaci.

Inoltre si usa sia in ambito tessile, che nell’industria della cosmesi. 

Nella ricerca in rete inserendo le parole chiave “curcumina E100” e cliccando su Immagini, otteniamo sempre tra i risultati una foto che raffigura la radice fresca del tubero della curcuma, con a fianco il suo derivato in polvere essiccata (la curcuma in polvere). 

Attraverso molti studi si sa che la radice della curcuma è un prodotto alimentare ricchissimo di proprietà nutrizionali, 100% naturale, e pertanto molto salutare… 

a meno che tale radice fresca (o essiccata) non venga trasformata e alterata da lavorazioni chimiche e trattamenti che ne prevedano una sostanziale trasformazione.

L’immagine che accosta la radice fresca e la polvere essiccata delle curcuma, per identificare le parole chiave “curcumina E100” è piuttosto fuorviante e imbrogliante, perché un conto è la radice intera della curcuma o il suo semplice derivato in polvere ottenuto con la semplice essiccazione e poi la polverizzazione, un altro conto invece è la curcumina.

La curcumina è un derivato industriale estratto sì dalla radice della curcuma ma attraverso dei solventi chimici.

Questi sono i giochetti che fanno le industrie alimentari illudendoci di mangiare un prodotto salutare, mentre al contrario, di salutare ha ben poco.

Il colorante curcumina si trova in vari prodotti alimentari come pane, biscotti, caramelle, creme per dolci (come la crema pasticcera), cereali per la colazione dei bambini e viene usata perfino nei cibi in scatola per cani e gatti. 

Si usa anche nei prodotti farmaceutici, e, ad esempio, come abbiamo accennato poc’anzi, nelle bustine in polvere di farmaci per la febbre e del raffreddore, ed è inserita con la mera funzione di colorante della polvere.

La curcumina si estrae con solventi tossici.

Il paradosso è il fatto che i regolamenti europei dicono molto chiaramente che per ottenere questa polvere si devono utilizzare dei solventi chimici che sono tossici (ricordiamo che bisogna estrarre soltanto questa particolare sostanza dalla radice intera della pianta della curcuma). 

In particolare parliamo di solventi come l’esano, l’etanolo, il diclorometano o il propanolo 2, noti per la tossicità acuta.

QUESTO È SCRITTO NEL REGOLAMENTO EUROPEO CHE POTETE LEGGERE VOI STESSI


Nel prodotto finale residuano anche piccole percentuali di metalli pesanti tossici come arsenico, piombo, mercurio e cadmio, e questi purtroppo arrivano dal terreno in cui viene coltivata la radice di curcuma e quindi sono ineliminabili diciamo, a meno che non si volesse purificare ancora maggiormente il prodotto finale durante l’estrazione.



Né l’industria né le nostre autorità sanitarie si preoccupano di eliminare al 100% le sostanze tossiche dagli alimenti o dai prodotti di altro genere. 

Si ritiene che l’eliminazione completa delle sostanze tossiche sia troppo costosa. 

Costosa per chi, ci chiediamo? 

E chi paga il prezzo della presenza di questi residui tossici nel cibo e nell’ambiente?

Infine veniamo alla questione dell’alluminio aggiunto in questo colorante. 

Come potete vedere nell’immagine precedente, la parte evidenziata in giallo del regolamento UE 231 autorizza l’uso dei pigmenti di alluminio del colorante curcumina. 

Perché si aggiunge l’alluminio? 

Per ottenere le lacche di alluminio (Aluminium lakes), molto utilizzate dall’industria edile ma come vedremo anche da quella alimentare, al fine di ottenere innanzitutto colori più brillanti e vivaci (una sorta di verniciatura metallizzata, se volessimo fare un parallelo con le vernici delle automobili), al fine di rendere più resistente il colore alle variazioni di umidità e del calore, che porterebbero allo scioglimento e alla dispersione del colore stesso.

In conclusione quando leggiamo sui prodotti alimentari la dicitura “colorante curcumina E100”, non equivale affatto ad avere la curcuma come viene mostrata nell’immaginario comune. 

Si tratta esattamente di un estratto industriale che contiene sempre, per forza di cose, un residuo di solventi chimici tossici come l’esano o il diclorometano, e in più, per alcuni tipi di prodotti alimentari, quelli con il colore più brillante, lucido e splendente, si utilizza la lacca di alluminio, vale a dire, si aggiunge l’alluminio al colorante. 

Evitiamo il più possibile alimenti che contengono additivi e, in particolare, i coloranti. 

Le mele più belle non sempre sono le più sane, ne’ le più naturali e non sempre nemmeno le più buone.

Commenti

Post più popolari