ESALTATORI DI SAPIDITA’
Nel 1908 Kikunae Ikea, professore di chimica dell'Università di Tokio, estrasse dal Kombu – un'alga marina – una sostanza che fu poi chiamata umami, da noi classificata come acido glutammico. La forma salina di questo acido glutammico è il glutammato monosodico.
Ben presto si scoprì che questo glutammato aveva la proprietà di conferire sapore anche agli alimenti che di sapore ne avevano poco.
Il gusto che forniva era nuovo, non poteva essere classificato in nessuna delle quattro categorie convenzionali (dolce, amaro, salato, aspro), ognuna delle quali ha una precisa spiegazione chimico-fisica di quello che accade a livello delle papille gustative.
Il professor Ikeda aveva scoperto un nuovo gusto, il gusto “saporito”. E fino a qui ci può stare, ma forse quello che la maggioranza delle persone non sa, è che oggi, il glutammato non viene più estratto dalle alghe (costerebbe troppo), ma viene ottenuto con un procedimento industriale di fermentazione batterica che ha costi molto contenuti e che permette la produzione di circa due milioni di tonnellate di glutammato l'anno. Le industrie alimentari fanno largo uso del glutammato perchè ha una caratteristica irrinunciabile: possiede la subdola proprietà di eccitare le papille gustative e di far aumentare sempre più la voglia di mangiare quel determinato prodotto. Vi è mai capitato di avere un desiderio irrefrenabile di finire all’istante un pacchetto di patatine? Ecco quello è il risultato del glutammato.
Gli esaltatori di sapidità sono così classificati:
E620 – Acido glutammico
E621 – Glutammato monosodico
E622 – Glutammato monopotassico
E623 – Diglutammato di calcio
E624 – Glutammato monoammonico
E625 – Di-l-glutammato di magnesio
Gli esaltatori di sapidità sono spesso considerati pericolosi, in grado di causare la cosiddetta “sindrome da ristorante cinese”, proprio per la consuetudine di questi ristoranti di fare ampio uso di questa sostanza.
I sintomi sono: sonnolenza, mal di testa, irrigidimento della nuca, debolezza, difficoltà respiratorie, ansia, palpitazioni.
Per alcuni esperti si ritiene che questi sintomi vengano accusati solo da chi ha una intolleranza al glutammato. Vi sono invece altri esperti che hanno accusato il glutammato di provocare malattie neurodegenerative cerebrali e ipotalamiche, danni alla retina, forme atipiche di glaucoma, disturbi del comportamento, epilessia, infertilità e altre patologie ancora.
I falsi e corrotti sostenitori dell'innocuità del glutammato si avvalgono del fatto che il glutammato è naturalmente presente nel parmigiano, nella salsa di soia e perfino nei pomodori maturi.
E fin qui il glutammato appare come una sostanza naturale del tutto legittima...
Ma c’è un’enorme differenza tra il glutammato contenuto naturalmente negli alimenti e quello aggiunto dall’industria alimentare.
L’acido glutammico è uno dei più comuni neurotrasmettitori del cervello e un sistema di controllo mantiene il suo livello al di sotto di una certa soglia. Il Glutammato naturalmente contenuto negli alimenti è legato agli amminoacidi presenti nell’alimento e forma quindi un unico gruppo proteico complesso, il quale viene assorbito lungo il tratto gastro- intestinale molto lentamente per poi essere scomposto a piccole dosi nel fegato, piccole dosi che l’organismo è perfettamente in grado di gestire.
Il Glutammato aggiunto dalle industrie alimentari, è inserito negli alimenti come amminoacido libero, questo comporta che nel momento in cui arriva nel tratto gastro intestinale viene assorbito così come è, già scomposto, e questo provoca innalzamenti anche di 20 volte del livello normale di glutammato nel sangue! La barriera emato-encefalica (che protegge il cervello) non è fatta per gestire concentrazioni così alte di glutammato, per il semplice motivo che in natura non esistono.
Il prodotto principe dove trovare il glutammato è il dado da brodo, ma l'industria alimentare lo sta usando sempre di più per cui ora è presente nella maggioranza dei prodotti trasformati.
Lo si può trovare anche in patatine, minestre in busta, cibi surgelati, piatti pronti, caramelle, creme da spalmare, prodotti "dietetici" e tanti altri cibi di cui è IMPOSSIBILE fare un elenco completo. Un’altra cosa importante da dire è che lo si può trovare anche in altri additivi che contengono sempre glutammato, ma con un’altro nome. EVITATE DI ACQUISTARE ANCHE I PRODOTTI SE IN ETICHETTA TROVATE I SEGUENTI NOMI, PERCHE’ VIE E’ CONTENUTO SEMPRE GLUTAMMATO:
E621
Glutammato monosodico
Acido glutammico
Glutammato monopotassico
Estratto di lievito
Lievito aggiunto
Proteine idrolizzate;
Piante proteiche idrolizzate;
Estratti di piante proteiche;
Proteine strutturate;
Oli e grassi vegetali idrogenati;
Proteine idrogenate;
Autolizzato;
Caseinati di sodio e di calcio;
Avena idrolizzata
Da evitare anche tutti i parenti stretti del glutammato monosodico:
Glutammico (E620)
Glutammato monopotassico (E622)
Diglutammato di calcio (E623)
Glutammato d’ammonio (E624)
Diglutammato di magnesio (E625)
Quindi la domanda finale è la seguente: Perchè dovete assumere questa sostanza dichiarata tossica, che inoltre non è nemmeno un alimento necessario per il nostro corpo visto che non apporta nessun beneficio? Il bello, mi viene da ridere ma sarebbe da piangere, è che se fate una semplice ricerca in internet, la prima cosa che vi esce in prima battuta è la risposta della FDA e EFSA che dichiarano il glutammato monosodico alimento sicuro. Ma guarda un pò non lo avrei mai detto!!!! Ricordatevi che tutto quello che vi dicono queste associazioni governative, dovete fare l’esatto contrario per essere sicuri di non sbagliare.



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