FRUTTA E VERDURE IN VASCHETTE GIA’ TAGLIATE, PRATICHE MA DI DUBBIA QUALITA’.
Tagliati, sbucciati, gli alimenti di "fresco taglio" sono molto pratici. Nella gamma di frutta e verdura pronta all'uso, chiamata anche "quarta gamma", la tendenza è al "taglio fresco": sono crudi, ordinati, lavati, sbucciati, tagliati a cubetti, a rondelle ma non conditi. "Sono prodotti pronti da consumare così come sono, dopo un eventuale condimento, o pronti da cuocere direttamente, senza alcuna fase di pelatura o taglio”. Negli scaffali, assortimenti di verdure crude, si affiancano a cavolo rosso tritato, carote grattugiate, ananas a fette e spiedini di frutta. Ci sono aziende specializzate nel taglio fresco. Ma questa offerta risponde alle aspettative dei consumatori in termini di qualità gustativa, praticità, dimensioni delle porzioni, immagine di prodotto fresco? Le scadenze di consumo sono brevi, da tre a cinque giorni per i prodotti preparati in loco, una decina di giorni per quelli elaborati esternamente. Sono prodotti appetibili perchè evitano al consumatore la fatica di sbucciare e pulire il prodotto. Ma a livello nutrizionale non aspettiamoci il miracolo. Riguardo alle vitamine della frutta se ne perderà più o meno a seconda delle tecniche di taglio, dei metodi di conservazione e dei tempi. Le perdite possono anche essere rallentate grazie alle atmosfere modificate (arricchite di azoto o CO2) e al mantenimento di basse temperature.
Anche con queste tecniche, il contenuto di vitamine, principalmente la vitamina C, può diminuire nel tempo. Ad esempio le insalate in bustina possono perdere fino al 40-50% della loro vitamina C in una settimana. Anche la frutta e la verdura pretagliate possono perdere il loro sapore e la loro consistenza a causa dell'ossidazione e della degradazione dei composti aromatici. "Il risciacquo che subiscono per eliminare qualsiasi potenziale contaminante, molto più intensivo che a casa, provoca inoltre una "perdita significativa di vitamine idrosolubili, riducendo in particolare la vitamina C e alcune vitamine B”. Una cosa da non sottovalutare è il fatto che, la menzione di origine non è obbligatoria sulle verdure e sulla frutta preparate, quindi non sappiamo se il prodotto ha origini Italiane o Estere. Tenete a mente che i paesi extra UE fanno uso senza regole di pesticidi e fitofarmaci sugli ortaggi e frutta.
Pensate inoltre al paradosso: La normativa obbliga a menzionare la provenienza dei prodotti cosiddetti intatti, in altre parole quelli venduti sfusi, in lotti o in vaschette (miscele per zuppe per esempio). D'altra parte, non è obbligatorio per i prodotti "pronti da consumare" (già sbucciati e risciacquati). Inoltre fate sempre molta attenzione all’acquisto perchè la maggioranza delle volte i prodotti sono lavorati in laboratori Italiani ma il prodotto è coltivato all’estero. Un’altra cosa da tenere presente è che nel regno del taglio fresco, regna la plastica. Vassoio, sacchetto, ciotola... i produttori sono liberi di scegliere il tipo di imballaggio. "Non c'è nessun vincolo normativo per quanto riguarda la natura degli imballaggi di taglio fresco, a parte il divieto di utilizzo di contenitori o bottiglie in polistirolo espanso”. Quindi non sapete se il contenitore rilascia sostanze nocive o no. L’ultimo aspetto è quello del costo, richiedendo diverse fasi di preparazione, la frutta e la verdura di taglio fresco mobilitano una forza lavoro importante, costano quindi molto di più del prodotto sfuso fresco. Ricordatevi sempre di controllare il prezzo al chilo, perché le piccole confezioni possono dare l'impressione che i prodotti siano economici, ma in realtà non lo sono.



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