GLI INGANNI ALIMENTARI



In questa società globalizzata il benessere e la salute comune passano in secondo piano. 

Si basano solo al benessere monetario delle grandi industrie a discapito ovviamente della popolazione. 

In questo caso specifico mi riferisco alla grande industria alimentare. 

Voglio portare alla luce alcuni fatti che la maggioranza non conosce, ma di estrema importanza affinché vi poniate delle domande sulle scelte alimentari che ogni giorno milioni di persone fanno, ma soprattutto gli alimenti che le grandi multinazionali del cibo ci spingono a mangiare, pubblicizzandoli come benefici per la salute.  

Ma come vi mostro non lo sono in alcun modo, anzi, esattamente il contrario.

Un esempio riguarda una delle tradizioni più radicate della nostra cultura alimentare, il caffè! 

Sono oramai diversi anni che stanno spopolando le cialde di caffè, una moda in crescita se guardiamo l’andamento del mercato globale. 

Proprio sulle cialde uno studio fatto da ricercatori tedeschi ha portato alla luce, analizzando in laboratorio 21 tipologie diverse di Marche di cialde di caffè, per altro le più famose tra cui anche quelle italiane,  cose a dir poco inquietanti e la criticità di questi prodotti, legate alla presenza di sostanze potenzialmente nocive e alla poca trasparenza delle catene di approvvigionamento. 

Di questi 21 marchi di cialde 6 erano addirittura con il marchio bio! 

Il test valutava se ci fosse la presenza di: Acrilammide - Pesticidi - Olii minerali- Ocratossina A- Furani- La purezza del caffè- Condizioni di coltivazione. 

Delle 21 cialde testate solo 1 marca ha ottenuto un punteggio buono. 

In tutte le altre cialde di caffè, i principali problemi riscontrati, riguardano l’elevata presenza degli elementi tossici che ho appena menzionato, questi anche in alcuni prodotti biologici. 

Di particolare preoccupazione sono le tracce di glifosato, vietato nell’agricoltura biologica, che probabilmente, spero sia così, provengono da contaminazioni accidentali con campi vicini coltivati in modo convenzionale.

Il test ha trovato in alcune cialde anche l’insetticida tossico per le api acetamiprid e il fungicida ciproconazolo, tossico per la riproduzione. 

Quest’ultimo non è più approvato nell’unione europea.

Questi composti sono stati associati a danni epatici e, in quantità elevate, a potenziali effetti cancerogeni.

Tra le referenze bocciate per la presenza di acrilammide e/o tracce di pesticidi ci sono anche famose marche Italiane. 

Il Test analizzava anche la trasparenza della catena di approvvigionamento, che è ancora un problema per molti marchi.  

La cosa grave è che solo 4 dei 21 produttori hanno fornito informazioni complete sulle loro filiere, il che è una grave mancanza. 

La peggior cosa è la risposta di queste aziende, giustificandosi dicendo che la presenza di pesticidi e di olii minerali, sebbene in traccia, è nettamente inferiore ai limiti di legge e ai limiti prudenziali indicati nelle linee guida. Avete capito come si parano il culo!!

Un altro test effettuato da questi ricercatori è stato quello sul pesto già pronto, che troviamo in abbondanza sugli scaffali dei centri di distribuzione di cibo spazzatura. 

Anche qui hanno analizzato 20 tipologie di pesto delle marche più famose, tra cui 4 biologici.

Risultato: nessuna delle 20 tipologie viene promossa a pieni voti dall’analisi di laboratorio. 

Vediamo cosa hanno trovato al suo interno.

Olii minerali, miscela di pesticidi o, nei casi peggiori, entrambe le cose insieme. 

Tracce di contaminazione sono state trovate in tutti i pesti del test ma in particolare 8 prodotti sono risultati con alti livelli di idrocarburi saturi (MOSH) e idrocarburi aromatici (MOAH). 

I primi si accumulano nel tessuto adiposo umano e negli organi mentre i secondi possono causare il cancro. Qualcuno tra i più svegli si potrà chiedere da dove proviene l’olio minerale trovato al suo interno. 

Provengono dagli olii lubrificanti utilizzati negli impianti di produzione, ma anche dagli stessi ingredienti di cui ci si serve per realizzare il pesto (olio di oliva, parmigiano, ecc.).

Se sono contaminati a loro volta possono andare ad inficiare anche il prodotto finale. 

L’olio d’oliva, ad esempio, può entrare in contatto con olii lubrificanti delle macchine durante la raccolta e successivamente anche nei frantoi. 

Altre possibili vie di ingresso includono pesticidi a base di olio di paraffina e gas di scarico. 

Però possiamo stare tranquilli perché ci dicono che gli olii minerali negli alimenti non sono pericolosi nell’immediato, nello stesso tempo però, dicono , il consumo di cibi che li contengono deve essere limitato al minimo sul lungo periodo. 

Un grosso problema evidenziato nel test sono anche i pesticidi presenti nel pesto. 

Ma anche qui state tranquilli, si precisa che i livelli di pesticidi individuati nel pesto sono inferiori ai limiti e considerati sicuri per la salute secondo le valutazioni dell’Unione Europea.

Visti i risultati dei test il consiglio è quello di tenere una bella piantina di basilico in casa e fatelo da voi. 

Questi sono solo due esempi di cosa la grande industria alimentare ci propone di acquistare per alimentarci tutti i giorni, passandoli tramite pubblicità e marketing come alimenti sani e naturali. 

Purtroppo la maggioranza delle persone casca in questi tranelli senza nemmeno porsi delle domande o cercare di capire quello che stanno ingerendo, senza riuscire a capire che questo stile di vita li porta solo a stare male e vivere una vita di stress e malattie.

La domanda che tutti si devono fare è la seguente: cosa posso fare per migliorare la mia alimentazione, la mia salute e uscire da questo grande inganno alimentare? 

A voi la risposta.

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