I BASTONCINI DI PESCE, SAPETE COSA CONTENGONO?




Il pesce è quell’alimento salutare che molti nutrizionisti consigliano di introdurre nell’alimentazione dei bambini almeno due o tre volte la settimana. Ai bambini però sappiamo che non piace molto e ai genitori non viene voglia di acquistare pesce fresco, pulirlo e cucinarlo; ci vuole troppo tempo, hanno altre cose per loro più importanti da fare. Però vi siete chiesti come mai i bastoncini di pesce già preparato e impanato, che trovate al supermercato, ne vanno matti? Vi siete mai chiesti cosa c’è all’interno di questo prodotto prima di farlo mangiare ai vostri bambini? Ve lo dico io, solo il 50-60% di pesce, il resto è panatura e altre sostanze che andiamo ad analizzare.

In particolare mi riferisco agli amati bastoncini (di merluzzo, salmone), disponibili di varie marche, senza entrare nello specifico di qualche marca, tanto sono tutti uguali.

I bambini li mangiano perché l’industria sa come prenderli per la gola, aggiungendo nella panatura delle sostanze altamente palatabili (saporite) che sono gradite al gusto. Purtroppo le sostanze che aggiunge l’industria sono però di bassa qualità nutrizionale e spesso anche poco salutari, come ad esempio lo zucchero, l’olio di colza, oppure il sale, che viene aggiunto in quantitativi piuttosto elevati.

Ma c’è dell’altro. La prima cosa importante che tutti i consumatori dovrebbero tenere a mente a proposito di questi prodotti, è la seguente: quando acquistiamo questi bastoncini, in pratica stiamo acquistando solo il 50% di pesce e il rimanente è farina, acqua, olio, amido, zucchero e sale.

In pratica assieme al salmone o merluzzo si introducono diversi altri “alimenti” non favorevoli alla salute o comunque non desiderati assieme al pesce, facendoli pagare cari come se fosse tutto salmone! Ciò che desta ancora maggiori preoccupazioni è la presenza di contaminanti tossici e cancerogeni come il glicidolo, l’acrilammide e gli esteri di acidi grassi 3-MCPD (3-monocloropropandiolo).

Un recente test di laboratorio condotto dalla rivista svizzera Bon à Savoir, un mensile sulla tutela dei consumatori, ha sollevato alcune preoccupazioni riguardo la qualità di questi prodotti. Il test ha coinvolto ben 15 diversi marchi di bastoncini di pesce venduti nei supermercati facendo venire alla luce un problema serio: la presenza di glicidolo, una sostanza chimica pericolosa per la salute. SI tratta di una sostanza che può formarsi durante la lavorazione degli oli vegetali, soprattutto quando vengono sottoposti a temperature elevate nella frittura. Questo contaminante è noto per la sua natura potenzialmente cancerogena, e la sua presenza nei bastoncini di pesce ha sollevato una serie di preoccupazioni. Sebbene i livelli rilevati nel test non siano stati ritenuti sufficienti a causare un rischio acuto per la salute, l’accumulo di glicidolo nel corpo umano può comportare pericoli a lungo termine, soprattutto se il consumatore assume regolarmente alimenti contaminati da questa sostanza. Un’altra sostanza pericolosa sono gli esteri di acidi grassi 3-MCPD, anch’essi tossici e legati alla lavorazione di oli e grassi vegetali ad alta temperatura. Queste sostanze tossiche grasse si formano quando i blocchi di pesce impanati vengono fritti in maniera decisa e profonda ad alte temperature per circa 30 secondi.

Anche qui l’autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha stabilito una dose massima giornaliera. Ma la cosa inquietante è che nel sito web di EFSA si legge un’affermazione piuttosto grave e preoccupante : 

I livelli di consumo di 3-MCPD tramite gli alimenti sono considerati privi di rischi per la maggior parte dei consumatori, ma esiste un potenziale problema di salute per i forti consumatori delle fasce di età più giovane. Riflettete.

Secondo alcuni test,  un bambino di 30 kg che consuma 5 bastoncini potrebbe superare la dose giornaliera tollerabile stabilita dall’EFSA.



Inoltre la presenza di questi esteri degli acidi grassi 3-MCPD è certa anche in tutti gli altri alimenti che presentino fra gli ingredienti gli oli vegetali raffinati (girasole, colza, palma, soia, arachidi, mais), e ovviamente nelle confezioni di oli vegetali che sono presenti nei supermercati e che vengono acquistati dalle persone per friggere o per condimenti e cotture varie.

Affinché si formino tali sostanze tossiche è necessario che gli oli alimentari siano portati a temperature superiori ai 200°C, questo è proprio ciò che caratterizza la fase di raffinazione (cioè trasformazione) degli oli vegetali, tutti. Queste cose si sanno oramai da molti anni ma la cosa inquietante è lo stesso sito web dell’EFSA a confermarcelo :


“La sostanza chimica 3-monocloropropandiolo (3-MCPD) e i suoi derivati chiamati esteri del 3-MCPD sono contaminanti da processi alimentari presenti in alcuni alimenti e oli vegetali trasformati, principalmente nell’olio di palma. Il 3-MCPD e i suoi esteri si formano non intenzionalmente in tali alimenti, in particolare durante i processi di raffinazione degli oli”.


In conclusione è evidente che i bastoncini di pesce non siano la scelta migliore per far mangiare il pesce ai vostri figli, e che anche tutti gli alimenti industriali dove all’interno troviamo oli vegetali raffinati, come ad esempio biscotti, brioche da colazione, fette biscottate, piatti pronti, noodles, etc. siano da scartare o limitare fortemente nel contesto di una dieta attenta alla salute.


Vi lascio un link diretto al sito dell'EFSA dove loro stessi vi dicono di che schifezze si tratta, ma nessuno lo legge.

https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/process-contaminants-vegetable-oils-and-foods

Commenti

Post più popolari