IL LIEVITO CHIMICO PER DOLCI FA MALE?
Il lievito chimico che si trova oramai dappertutto e che si utilizza per dolci da forno quali plumcake, ciambelloni, biscotti e via dicendo, sono sostanze assolutamente innocui, che vengono usati per la loro capacità di produrre anidride carbonica negli impasti con acqua.
Non avviene alcuna fermentazione, semplicemente la reazione chimica di questi composti con l’acqua produce gas, e questo gas gonfia l’impasto. In tutti i casi, nel lievito chimico detto anche "lievito istantaneo" sono presenti una componente acida e una basica, poi amido di mais che favorisce una miscelazione omogenea e spesso sali di calcio degli acidi grassi, come stabilizzanti.
Una cosa alla quale però dobbiamo fare attenzione è il difosfato disodico.
Questo additivo identificato come E450, si dovrebbe utilizzare con una certa cautela, perché i difosfati, se consumati in eccesso, affaticano i reni, e potrebbero avere effetti negativi per il metabolismo delle ossa.
Nella maggior parte delle bustine che si trovano in vendita, il composto acido è difosfato disodico e quello basico carbonato acido di sodio, detto anche “bicarbonato”.
Il difosfato disodico non è ammesso nei prodotti per l’infanzia (0-3 anni) e in quelli certificati da agricoltura biologica.
Quindi se vogliamo essere sicuri di acquistare un prodotto sano le alternative sono due, la prima è preferire un prodotto biologico, dove E450 è sostituito di solito da cremore tartaro (o tartrato di potassio), una sostanza acida ricavata dall’uva.
La seconda scelta è quella di farselo a casa da soli, che è più semplice di quello che si creda.
Il cremore tartaro si può trovare in commercio tal quale e in questo caso, perché abbia effetto lievitante, deve essere miscelato con bicarbonato di sodio nelle giuste proporzioni.
Però un’altra cosa da prestare attenzione quando si acquista questo prodotto, oltre al difosfato disodico dobbiamo evitare che ci siano all’interno aromi come la “vanillina o vaniglina” da non confondere con la “bacca di vaniglia” che è tutt’altra cosa.
La vanillina che spesso troviamo in commercio è un composto sintetico, ottenuto in laboratorio e rientra nella gamma degli aromi artificiali.
Si ottiene per sintesi chimica.
Per essere poi utilizzata dev’essere privata totalmente di additivi chimici come il solvente toluene, di natura cangerogena ma purtroppo non sempre questo avviene.
Come si ottiene?
Da alcuni residui del petrolio e dai residui della cellulosa, qui vi ho detto tutto.
In conclusione optate per un lievito chimico, per dolci o per salati, di origine biologica non vanigliato, oppure fatevelo da voi a casa.
Per chi volesse autoprodurlo a casa la ricetta è la seguente:
6 g di cremor tartaro
3 g di bicarbonato di sodio
6 g di maizena
Munitevi di una bilancina di precisione perchè dovete pesare gli ingredienti in maniera precisa.
Miscelate i tre ingredienti assieme e conservate il tutto in un barattolo ermetico o bustina ermetica.
Sono tutti ingredienti che trovate comunemente in tutti i negozi di alimenti.
Le dosi da utilizzare sono le stesse della comune bustina che acquistate.



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