IL TRANSGENICO NEL PIATTO: LA SOIA



Le importazioni di prodotti a base di soia nel nostro continente (circa 33 milioni di tonnellate all’anno), provenienti per il 65% dal Brasile e dall’Argentina, sono infatti così massicce, da rappresentare il principale contributo dell’Unione europea alla distruzione globale delle foreste a cui, secondo un recente rapporto del WWF, l’Europa contribuisce complessivamente per il 16%.

I Paesi Bassi sono la principale destinazione delle importazioni, mentre l’Italia, con il 10% della soia importata, è il quarto importatore europeo. 

In particolare nel 2021, nonostante i gravi attacchi all’ambiente e ai diritti umani perpetrati dal governo brasiliano di Jair Bolsonaro, il nostro import di soia dal Brasile è aumentato ulteriormente. 

Eppure, secondo un articolo pubblicato nel 2020 da Science, circa il 20% delle esportazioni di soia dall’Amazzonia e dal Cerrado brasiliano potrebbe derivare da deforestazione illegale persino secondo le normative ambientali brasiliane che, in particolare nel Cerrado, sono decisamente di ‘manica larga’. 

Inoltre, in Brasile e in Argentina la soia è per il 95% geneticamente modificata e la sua coltivazione implica un uso massiccio di erbicidi, pesticidi e agenti chimici potenzialmente pericolosi. 

La soia, un prodotto oggi molto ricercato e utilizzato da un numero crescente di persone anche per le sue proprietà terapeutiche, se non è biologica, può causare gravi danni alla salute. 

La soia è in assoluto il PRODOTTO TRANSGENICO PIU COLTIVATO AL MONDO, ed è anche il cibo OGM che più facilmente ci troviamo nel piatto. 

È stata prodotta nel 1995 negli USA dalla multinazionale MONSANTO ed è stata la prima pianta Roundup Ready cioè progettata per tollerare l’erbicida “Roundup” a base di glifosfato prodotto sempre dalla MONSANTO. 

La soia RR è stata autorizzata alla commercializzazione su tutto il territorio dell’Unione Europea nel 1996 ed è l’unica varietà di soia OGM in commercio in Europa. 

Inizialmente il DNA della soia è stato modificato con il gene della noce Brasiliana, ma quando furono effettuati appositi studi su questo tipo di soia (Università del Nebraska) si scoprì che la capacità di scatenare reazioni allergiche era stata trasferita dalle noci brasiliane alla soia provocando shock anafilattico (reazione gravissima che blocca il respiro e che porta spesso alla morte) nelle persone allergiche alle noci brasiliane. 

Il gene delle noci del Brasile è stato quindi rimosso a casa di queste reazioni, ma il rischio di allergie è sempre presente nei prodotti OGM perché “modificazioni anche piccole nella struttura proteica (dato da mutazioni nel DNA) possono scatenare nuove allergie. 

Il DNA della soia Roundup Ready attualmente coltivata e commercializzata è modificato con parti del genoma del virus (il virus del mosaico del cavolfiore), di un batterio (agrobacterium sp.) e della penuria (Petunia hybrida). 

La soia transgenica è stata dichiarata sicura per l’alimentazione, sia negli Stati Uniti che in Europa, sulla base dei risultati di analisi fornite dalla Monsanto, la quale ha definito la soia modificata geneticamente, sostanzialmente equivalente alla soia non OGM. 

Ma non è affatto così, la composizione chimica della soia OGM è ovviamente diversa da quella delle varietà non-OGM perché, altrimenti, la linea transgenica non sarebbe resistente all’erbicida e non potrebbe essere Brevettabile. 

Inoltre alcuni scienziati indipendenti hanno scoperto che la Monsanto ha effettuato le analisi su soia OGM non trattata con l’erbicida Roundup, mentre i consumatori mangiano soia coltivata in campi irrorati con questo erbicida altamente tossico.

Neanche la Food and Drugs Administration (FDA), organismo di controllo dei prodotti alimentari farmaceutici negli USA, ha provveduto ad effettuare i test sulla soia transgenica trattata con l’erbicida sulla salute degli animali e degli esseri umani prima di metterla in vendita.

Oltre ai rischi per la salute, comuni a tutti i cibi OGM e a tutte e piante trattate con l’erbicida Roundup, la soia OGM può quindi causare anche disturbi all’apparato riproduttivo. 

Nonostante denunce e comunicati da parte di scenziati  per evidenziare questo grave problema, nessun governo ha ascoltato questo appello e la soia OGM ha continuato a diffondersi in tutto il mondo.

L’industria agroalimentare è anche responsabile dell’impatto ambientale della soia. 

L’olio di soia si usa infatti in molti prodotti trasformati (piatti pronti, salse, biscotti, ecc.) per il suo basso costo. 

Per evitare gli alimenti che contengono olio di soia, ti consiglio di controllare sempre la lista di ingredienti dei prodotti che acquisti. 

Il problema non è solo relativo alla pericolosità di questo legume OGM, ma il suo impiego massiccio per l’alimentazione del bestiame e la produzione di prodotti trasformati nell’industria agroalimentare. 

Se proprio volete consumare soia almeno accertatevi che sia di origine biologica certificata. 

C'è un post in pdf che ho allegato tempo fa su Telegram dove approfondisco, il perchè non è cosi salutare e benefico nutrirsi di soia, largamente utilizzata nello stile alimentare dei Vegani.


https://t.me/canal104/112

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