LA CARTA DA FORNO E' PERICOLOSA O E SICURA?




Una ricerca svolta dalla dottoressa Giulia Simonetti e altri del dipartimento di chimica dell’Università di Roma in collaborazione con l’Inail pubblicata sulla rivista Foods ha evidenziato la presenza di sostanze chimiche potenzialmente nocive in alcuni tipi di carta da forno, sollevando preoccupazioni sulla loro sicurezza per la salute umana.

Sostanze tossiche e migrazione negli alimenti

Lo studio ha analizzato diversi campioni di carta da forno, rilevando la presenza di due classi di contaminanti emergenti: gli organofosfati esteri (OPEs), utilizzati come plastificanti e ritardanti di fiamma, e le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), note anche come forever chemicals per la loro persistenza nell’ambiente.


Queste sostanze potrebbero migrare negli alimenti durante la cottura, specialmente a temperature elevate. I test sono stati condotti simulando il contatto della carta da forno con cibi grassi e acidi.  I risultati hanno mostrato che la migrazione di OPE era significativamente alta, superando il limite precauzionale di 0,01 mg/kg imposto dalla normativa europea per i materiali plastici a contatto con alimenti. Anche i PFAS sono stati trovati in concentrazioni rilevanti, soprattutto nei campioni etichettati come “siliconati”.

Ma quali sono i rischi per la salute umana?

Gli OPE, come il tributossietil fosfato (TBEP) e il triclorofenil fosfato (TCPP), sono potenzialmente tossici, con effetti dannosi sulla riproduzione e sul sistema endocrino. Alcuni studi indicano che il tributil fosfato (TBP) potrebbe avere effetti cancerogeni.

I PFAS, invece, sono stati associati a problemi epatici, disfunzioni tiroidee e disturbi riproduttivi. In particolare, il perfluorobutanoico (PFBA) e il perfluoroesanoico (PFHxA), rilevati in diversi campioni di carta da forno, sono composti che possono accumularsi nell’organismo e nell’ambiente.

Altro fattore critico è la temperatura.


La migrazione di queste sostanze aumenta all’aumentare della temperatura e del tempo di esposizione. Nei test effettuati a 100°C per un’ora, la quantità di contaminanti trasferiti agli alimenti era più elevata, in particolare per i PFAS in ambiente acido. Questo significa che l’uso prolungato della carta da forno ad alte temperature, come avviene nella cottura al forno o nella friggitrice ad aria, potrebbe favorire il rilascio di sostanze tossiche.

Come possiamo ridurre i rischi?

Evitare l’uso prolungato della carta da forno a temperature elevate (oltre 200°C), soprattutto con cibi grassi o acidi.

Preferire alternative sicure, come tappetini in silicone alimentare certificato o semplicemente ungere le teglie con oli naturali.

Scegliere prodotti privi di PFAS, controllando le etichette e privilegiando materiali certificati come sicuri per il contatto alimentare.

Evitare il riutilizzo della carta da forno, poiché il calore e l’usura possono aumentare il rilascio di sostanze chimiche.

Il mio consiglio:  utilizzate olio di oliva lo staccante naturale senza alcuna controindicazione è più salutare in assoluto, come del resto facevano le nonne!


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