LA SPINTA DELLE LOBBY VERSO IL CIBO SINTETICO.
Negli ultimi due anni, insieme ad una inarrestabile comparsa di nuove startup, il mercato delle alternative vegetali (detto anche cibo ‘plant based’) e dei prodotti sintetici ha registrato una rapida crescita grazie al sostegno finanziario aumentato esponenzialmente già nel 2020. Il cibo artificiale è una tendenza sempre più comune che consiste nello sviluppo di nuovi prodotti alimentari sintetici, ultra processati, attraverso l’utilizzo delle più recenti tecnologie in campo di biologia sintetica, intelligenza artificiale e biotecnologia. Questi nuovi alimenti cercano di imitare e rimpiazzare prodotti di origine animale, additivi alimentari e quegli ingredienti considerati costosi, rari o causa di questioni etiche sociali (come nel caso dell’olio di palma). Aziende biotecnologiche e giganti dell’agroalimentare considerano l’ingresso nel promettente mercato del consumo “green” come un’opportunità, ed è per questo che la vendita di questi prodotti è indirizzata a nuove generazioni di illusi eco-consumator. E’ così che prodotti come Hamburger e salsicce non a base di carne, così come analoghi del formaggio, prodotti caseari, pesce e altri, stanno invadendo il mercato, dalle catene di fast food ai negozi di alimentari locali.
Sebbene vengano pubblicizzati come ‘ecologici’, ‘sani’ e ‘sostenibili’, questa categoria di prodotti non potrebbe essere più lontana da questa descrizione in quanto raramente affrontano il problema posto dall’agricoltura industriale e le conseguenze su ambiente e salute.
La realtà è che questi prodotti rappresentano la prossima generazione di cibo spazzatura ultra processato e la loro produzione non fa altro che consolidare gli attuali modelli di agricoltura industriale. Questo perché dipendono da filiere di produzione globalizzate, prodotti agrochimici, OGM, monocolture e addirittura dal tradizionale settore delle produzioni animali. Il cibo sintetico sta velocemente diventando l’arma attraverso la quale i giganti del cibo mantengono potere e profitti senza dover affrontare le conseguenze della devastazione ecologica, del peggioramento della salute umana. Queste tecnologie vengono utilizzate da aziende come Beyond Meat, Motif Foodworks, Ginkgo Bioworks (creatrice di microbi ad-hoc), BioMilq (produttrice di latte materno coltivato in laboratorio), Nature’s Fynd (che offre prodotti alternativi a carne e latte cresciuti dai funghi), Eat Just (produttrice di sostituti delle uova a base di proteine vegetali), Perfect Day Food (creatrice di prodotti lattiero-caseari coltivati in laboratorio) o NotCo.
Aziende come la Beyond Meat e Impossible Foods usano una sequenza di DNA codificante, proveniente da semi di soia o pisello, per creare un prodotto che ha le stesse caratteristiche organolettiche della carne vera. Anche imitazioni di formaggi e altri alimenti lattiero-caseari stanno iniziando a comparire. Un esempio è rappresentato dell’azienda Formo che sfrutta la fermentazione sintetica allo scopo di sintetizzare proteine del latte impiegate nella produzione di mozzarella e formaggi di origine non animale. Gli additivi che vengono aggiunti a questi prodotti fanno tuttora affidamento sull’estensiva lavorazione tradizionale delle colture OGM. L’industri della biologia sintetica ha raggiunto i 12 miliardi di dollari negli ultimi dieci anni e si prevede che il suo valore raddoppierà entro il 2025, raggiungendo 85 miliardi di dollari nel 2030. Aziende specializzate in questo settore hanno aumentato di sei volte il loro valore negli ultimi dieci anni.
Il fondatore di Microsoft Bill Gates e Jeff Bezos di Amazon, si sono uniti a startup e aziende biotecnologiche che perseguono innovazione in questo settore.
Bill Gates da solo ha già investito 50 milioni di dollari in Impossible Foods e finanziato Beyond Meat, Ginkgo Bioworks, BioMilq, Motif Foodworks, C16 Biosciences e Memphis Meats. Ma anche altre note startup sono finanziate da Bill Gates, includono- Eat Just (produttrice di sostituti delle uova a base di proteine vegetali), Perfect Day Food (che crea prodotti lattiero-caseari in laboratorio) e NotCo (produttrice di cibo ‘plant based’ utilizzando IA), giusto per citarne alcune. Visto il grande successo dell’industria ‘plant based’, non c’è da stupirsi se aziende come la Bayer, che si occupa di miglioramento genetico delle piante, riconosca in questo mercato una grande opportunità di investimento ed espansione.




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