L’IMPORTANZA DEL MANGIARE CONSAPEVOLE



È brutto dirlo ma viviamo in una società dove siamo costantemente circondati da frodi alimentari. 

Ma questo non è cosa nuova, già nel 1820 il chimico tedesco Friedrich Accum si occupò di frodi alimentari. 

Pensate che scrisse, già all’epoca un Trattato sull’adulterazione degli alimenti e sui veleni culinari descrivendo le peggiori frodi alimentari della Londra dell’epoca, frodi che si svolgevano palesemente, in assenza di normativa e di sanzioni da parte delle autorità. Pensate che l’industria alimentare di oggi sia tanto diversa? 

Vi sbagliate di grosso. 

Le leggi attuali sugli alimenti dovrebbero essere più trasparenti, meno interpretative, si dovrebbe fare chiarezza sull’uso dei pesticidi e delle sostanze chimiche che produciamo e non usiamo in Europa, per poi venderle a Paesi che le spargono sul cibo che arriva sulle nostre tavole. 

Ma anche le pubblicità stesse e il continuo bombardamento pubblicitario che subiamo ogni giorno dovrebbe essere regolamentato. Basta con le pubblicità che fanno vedere tutto il contrario di quello che rispecchia effettivamente la realtà, con lo scopo solo di farci acquistare prodotti che lo dicono loro, sono tutte tecniche di “Neuromarketing”. 

Non fatevi manipolare il cervello, siate liberi di scegliere da voi stessi quello che è buono da quello che è insano, senza farci dire da i “Buyer”, termine che identifica i responsabili degli acquisti di una categoria merceologica, quali prodotti dobbiamo acquistare, esposti in maniera mirata sugli scaffali dei supermercati. 

Le nuove generazioni stanno crescendo come “schiavi di spot pubblicitari”. 

Un aspetto importante è capire cosa significa la sovranità alimentare, non appartiene a nessun schieramento politico e nessuna corrente modaiola del momento, ma significa l’applicazione al diritto di scelte alimentari e della salute. 

È un nostro diritto a tutti gli effetti quello di avere accesso e scegliere alimenti coltivati nel nostro paese, alimenti sani, liberi da multinazionali e dalla chimica.

C’è un documento stipulato nel 2007 in Mali che è stato sottoscritto da 34 Nazioni, il quale sostiene proprio quello che ho appena scritto.

Metto in descrizione il link, andatelo a leggere. 

Poi ogni volta che entrate in un supermercato per acquistare un prodotto UE o extra UE oltretutto fuori stagione, tenete a mente quello che avete letto nel documento. 

Ponetevi delle domande sul cibo che acquistate, chiedetevi come fanno a esserci prodotti “freschi” non stagionali e che crescono in altri continenti, sulle nostre tavole. 

Magari vi verrà il dubbio e vi andrete ad informare su come fanno le multinazionali a conservare questi alimenti che attraversano l’oceano per giorni, sulle navi cargo, senza deteriorarsi. 

Chiedetevi se avete veramente necessità di mangiare quesi alimenti che non crescono nel nostro paese e quale beneficio hanno sul nostro corpo. 

Prestate attenzione sulla provenienza. 

Controllate se ci sono additivi, quelli che iniziano con la lettera E. 

Anche se adesso le multinazionali del cibo si sono infurbite, capendo che un consumatore quando vede la lettera E non acquista il prodotto, allora cos’hanno fatto, scrivono le parole: 

EMULSIONANTE, COLORANTE, STABILIZZANTE ecc.. in modo da confondere il consumatore, vedendo che la lettera E non c’è, acquistano il prodotto, ma la maggiornaza delle persone non ci da peso, senza sapere che è esattamente la stessa cosa. 

Per sopravvivere al cibo dell’industria alimentare moderna, sono necessarie: 

FORZA DI VOLONTA’, DISCIPLINA, intesa come codice di condotta e CONSAPEVOLEZZA. 

Più sarete meticolosi e rigorosi nel scegliere il prodotto e più farete del bene a voi stessi e non sarete manipolati dal mercato alimentare.

La forza di volontà è un requisito che pochi hanno, ci porta ad essere sempre vigili e informarci su tutto, ci porta ad avere un pensiero critico e a farci uscire dalla zona confort, farci capire il problema e fare la giusta scelta su ciò che acquistiamo.

Per molti è un grosso problema rinunciare a determinati cibi, ma sta tutto nella nostra mente, se non riusciamo a superare questi blocchi, significa che abbiamo una scarsa autostima di noi stessi e ci amiamo poco. 

La consapevolezza nel mangiare non richiede grandi conoscenze tecniche e neppure grandi portafogli, bisogna essere pazienti, imparare a fare delle scelte, non acquistare prodotti che non ci convincono, basta lasciarli sullo scaffale. 

Non esistono leggi già preconfezionate da seguire, si tratta di una forma di educazione alimentare, abbiamo però strumenti validi, usiamoli. 

Concludo con una bella citazione: 

SE VOLETE COMINCIARE A LIBERARVI DAL SISTEMA CHE VI VUOLE POVERI, AMMALATI E IGNORANTI, LA PRIMA RIVOLUZIONE DA METTERE IN ATTO E’ QUELLA ALIMENTARE.

Commenti

Post più popolari