“Mar de plastico”SAPETE DI COSA SI TRATTA?
C’è un luogo dove il mercato della frutta e verdura senza stagione si è sviluppato vertiginosamente dagli anni ’80 ad oggi: è la zona degli “invernadores” di Almeria, che con i suoi 33.000 ettari di campi coperti ha contribuito ad assegnare alla Spagna il secondo posto, dopo la Cina, per superficie occupata da questa tipologia di coltura. E ha guadagnato l’appellativo di Mar de Plastico, una vasta porzione di costa andalusa coperta da un mosaico di teli bianchi. Almeria è chiamata anche l’orto d’Europa: sotto i tetti di plastica ogni anno si producono tra i 2,5 e i 3,5 milioni di tonnellate di frutta e verdura. Il 75% viene esportato, e di questo il 98% viene spedito in Unione Europea e Regno Unito, distribuito da super-catene alimentari come Tesco, Sainsbury, Lidl.
Nelle serre di Almeria sono circa 70.000 i lavoratori stranieri, di origine marocchina e subsahariana: molti di loro sono clandestini diretti in Francia e Germania, ma che poi restano per anni in Andalusia, dove chi è più vulnerabile diventa facilmente vittima del caporalato agricolo. In serra si coltiva senza interruzione quello che la terra dovrebbe consegnare solo per qualche mese l’anno. Ci sono serre fisse, sempre chiuse, poi le serre stagionali, dove i teli vengono rimossi in estate, e quelle temporanee, che ogni tot anni vanno scoperte per tutto il ciclo di coltivazione. Esistono anche le serre mobili, prive di base in muratura, da installare solo quando occorre, ma che di fatto, in assenza della dimostrazione certificata di una rimozione periodica, vengono utilizzate tutto l’anno a dispetto della classificazione. E che, per proteggere le colture tipicamente estive dai temporali e dalle grandinate invernali, forzano il terreno allevando frutta e verdura come polli in batteria. E per saziare una crescente richiesta di vegetali fuori stagione si ricorre anche a dosi maggiori di fertilizzanti ed antiparassitari che indeboliscono il suolo. E lo rendono impermeabile, riducendo la capacità di assorbimento dell’acqua non solo nell’irrigazione ma anche in caso di alluvione. Un problema della coltivazione in serra rispetto a quella all’aperto è anche lo smaltimento delle coperture, che devono essere rinnovate almeno ogni due o tre anni: chilometri di plastica che muoiono in discarica o che vengono inceneriti, rilasciando esalazioni nocive, dentro fosse rozzamente scavate insieme a spaghi, tubi, pacciamature e trappole per insetti.
Tutto questo per noi, che cerchiamo l’estate tutto l’anno anche fra gli scaffali del supermercato. Per intonare fragole, rose e champagne anche d’inverno. Se questa non è follia ditemi voi cosa sia!!



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