PARTE 2° GLI INGANNI DELLE INDUSTRIE ALIMENTARI NELLE ETICHETTE DEI PRODOTTI CHE ACQUISTATE AL SUPERMERCATO.




Vi elenco altri inganni che utilizzano le industre alimentari, scritti nelle etichette, pur di farvi acquistare il prodotto. I più comuni sono:


-A BASSO CONTENUTO CALORICO, LIGHT, SENZA ZUCCHERO 

Se un alimento è pubblicizzato avente poco zucchero, o totalmente assente ma è ugualmente dolce significa che sono stati utilizzati degli edulcoranti.

Attenzione agli edulcoranti tossici, anche quelli come l'aspartame, non riconosciuti come tali dall'Establishment ma della cui tossicità esistono studi e pubblicazioni validissime. 

-FARINA INTEGRALE 

Le farine integrali sono sicuramente da prediligere rispetto a quelle raffinate.

Attenzione però agli alimenti che vengono dichiarati integrali in etichetta: il più delle volte si tratta di farina raffinata con l’aggiunta di crusca.

È infatti difficile trovare pasta o biscotti interamente integrali, ai produttori costa meno aggiungere della crusca alla farina bianca che acquistare lotti di farina integrale per produrre quegli specifici prodotti. E non sono nemmeno prodotti illegali perchè la legge stabilisce che una farina può definirsi integrale quando il tasso di minerali è compreso tra 1,30 e 1,70 su cento parti di sostanza secca.

Ma un pane prodotto con vera farina integrale non è paragonabile ad un pane prodotto farina bianca con l'aggiunta di crusca, quello con vera farina integrale ha un potere nutritivo che la combinazione farina bianca + crusca non ha, perchè il processo di raffinazione del grano ha impoverito la farina di tutti i suoi preziosi minerali. Ecco perchè è bene acquistare solo prodotti veramente integrali.

Come riconoscerli?

Nel pane per esempio se la mollica ha un colore di base chiaro in cui si evidenziano tanti puntini scuri è senz’altro una falsa farina integrale, il vero pane integrale, ha un colore scuro omogeneo. Lo stesso discorso vale per la pasta anche se la disomogeneità è più difficilmente riconoscibile. 

-PESCA SOSTENIBILE 

Il tonno che troviamo in scatola viene perlopiù pescato con reti a circuizione su FAD (sistemi di aggregazione per pesci) che causa non solo la cattura di esemplari giovani di tonno, aggravando la crisi delle risorse, ma di numerosi altri animali marini, tra cui specie in pericolo, come squali e tartarughe? Si stima che, per ogni nove chilogrammi di tonni catturati, si pesca un chilogrammo di altri animali "indesiderati". Grazie ad una campagna sulla sostenibilità della pesca del tonno condotta da varie associazioni su alcune scatolette di tonno hanno iniziato a comparire diciture come: 

“Pescato in modo ecosostenibile”

“Certificato da Friends of the sea”

ma anche qui fate attenzione perchè non è tutto oro quello che luccica.

-INQUINANTI E COADIUVANTI TECNOLOGICI 

Sono coadiuvanti tecnologici i solventi per la decaffeinazione del caffè, i chiarificanti per bevande e succhi di frutta, i demetalizzanti per il vino bianco, i decoloranti per oli e grassi, gli intorbidenti per aranciata e limonata, o gli enzimi (caglio per i formaggi, lievito per il pane, fermenti per la birra, ecc.).

Ma anche metalli pesanti, bisphenol-A (rilasciato da certi contenitori di plastica), PCBs (bifenile policlorurato), perclorato, pesticidi o altre sostanze tossiche trovate nei cibi. 

Quali siano queste sostanze in etichetta, non c'è nessun obbligo di segnalazione.  Chissà quanti ne avremo ingeriti senza saperlo!!

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