PENSIERI E RIFLESSIONI DELLA SOCIETA' MODERNA!
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A volte mi fermo a riflettere sul mio percorso di vita che ho fatto fino ad oggi e sto sempre più convincendomi che viviamo in un’epoca folle, piena di “rivoluzioni silenziose” e di cambiamenti che avvengono mentre scorriamo incessantemente il dito sullo schermo.
La società è divisa in due fazioni:
da una parte chi ci governa, o almeno pensa di governarci, e dall’altra i padroni delle piattaforme Social.
In mezzo a tutto ciò ci siamo noi.
Abbiamo costantemente un rumore di fondo infinito, noioso, siamo pieni di cose, di notifiche, di contenuti, di stimoli ma non riusciamo nemmeno a scegliere cosa guardare e ancora peggio, cosa creare!!
La vita di questi ultimi decenni è concentrata sulla frenesia, sull’immediato, sul tutto e sul subito.
Ci stanno abituando a consumare contenuti come fosse del cibo da ingozzare, senza nemmeno ricordare il sapore.
Si mangia solo perché sono lì.
La soglia di attenzione si è ridotta in pochi secondi e tutto viene costruito e progettato per quei pochi secondi.
Tutto deve catturarci immediatamente altrimenti siamo fuori dal gioco.
I contenuti più profondi fanno fatica a prendere respiro e prevalere, perché richiedono una cosa che tutto questo meccanismo non ci da:
IL TEMPO.
Da qui nasce la risposta per cui la maggioranza delle persone ci da quando si chiede del perché non fanno scelte di vita diverse, più salutari per il proprio spirito e per il proprio corpo.
PERCHE’ NON HO TEMPO!!!
Secondo me la ragione è perché non si vuole più avere tempo.
Non c’è più spazio per una calma visione della vita, per un discorso ragionato o un contenuto che richiede più attenzione.
Tutti dovremmo sentire il bisogno di rallentare, di approfondire, soprattutto di creare qualche cosa che vada oltre allo “swipe compulsivo”.
Il nuovo dio di questa società si chiama “Algoritmo” la nuova divinità a cui bisogna sacrificare tutto.
Orari di pubblicazione, frequenza, durata, quali argomenti trattare e cosa guardare.
Se non si segue questo schema non vieni premiato.
Serve intrattenimento veloce, cose dette in mezzo secondo e soprattuto contenuti che non richiedono alcun sforzo, specialmente da parte del “replicante passivo” che guarda e passa.
La società ci impartisce incessantemente come è normale vivere, tutto è già programmato ed impostato, e la maggioranza segue il falso bisogno di apparire perfetti.
La mia difficoltà nel rapportarmi con questa società è proprio questo, trovare persone che non siano “programmate” a seguire lo stesso copione copia incolla, che abbiano scelto di vivere consapevolmente e non in modalità “replicante”.
La vera vita non si misura con i numeri che appaiono su uno schermo, ma si misura con esperienze vissute, vere, praticate.
Si misura condividendo il guardarsi negli occhi sia che si tratti di cose belle o meno belle.
Sono consapevole che nemmeno io posso sottrarmi del tutto a questa società, perché in questo mondo ci vivo, ma riesco a non adattarmi a questa nuova normalità, e riesco a rimanere disconnesso da questa“realtà preconfezionata”.
Riesco a darmi un limite evitando di guardare o di alimentare questo sistema digitale di follia. Cerco di fare cose che mi gratificano, tento di stare più tempo possibile in mezzo alla natura, riesco ad auto produrmi gran parte del cibo che mangio, riscopro hobby che avevo messo nel dimenticatoio, imparo cose nuove, reali e tangibili non quelle che vedo sugli schermi dei device.
Esistono persone che non hanno paura di andare oltre la superficie, di uscire da questa bolla irreale?
Faccio fatica a cogliere la difficoltà delle persone che non riescono a capire e distinguere il reale dall’irreale ma continuano impassibili ad ingurgitare continuamente tutti questi inutili contenuti e senza nemmeno rendersi conto di essere degli “Esseri idioti intorpiditi” grazie a questo folle sistema.
Perché è fatto per portarci in questo stato di torpore.
Non riesco a trovare un motivo, una ragione nella difficoltà di cambiare stile di vita, sapendo che quello che stanno creando è solo grazie al continuo consenso e alla continua alimentazione di questo macabro gioco degli aggeggi che sono diventati i prolungamenti elettronici costantemente nelle nostre mani.
Voglio pensare che esistono ancora persone che cercano connessioni reali, autentiche e non si accontentano semplicemente di esistere passivamente.
Voglio continuare a crederci, nonostante molte delusioni, perché vale sempre la pena cercare.
Se non fosse così, almeno posso dire di non aver vissuto una vita impostata, ma una vita mia, fatta anche di sbagli, ma con esperienze vere, scelta da me e soprattutto REALE!!



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