POCHE REGOLE MA BUONE PER LEGGERE LE ETICHETTE DEI CIBI.
Oggi fare la spesa al supermercato è come fare gioco d’azzardo, le probabilità di mettere nel carrello solo cibo spazzatura sono molto alte. L’ideale sarebbe mangiare ogni giorno cibo fresco preparato in casa, come ribadisco sempre. Però per molti il tempo di cucinare non c’è, e nemmeno la voglia, saper leggere le etichette si rivela fondamentale per scegliere i cibi in modo consapevole evitando i peggiori a disposizione. Riguarda la salute, cerco di dare alcuni consigli per fare una spesa diciamo più consapevole possibile per chi ancora si rifornisce nei centri di sterminio alimentare di massa, i supermercati.
La prima regola è che se in un’etichetta la lista degli ingredienti è lunga, meglio lasciarlo sullo scaffale, vi chiederete il perché. È il primo segnale che l’alimento è stato sottoposto a processi industriali piuttosto elaborati. Un cibo di quel genere ha sicuramente perso molte delle sue proprietà nutritive a favore di elementi estranei e chimici che il nostro corpo dovrà in qualche modo smaltire. Sto parlando di elementi come conservanti, aromi, coloranti, addensanti, antiagglomeranti, nitriti ecc.
La seconda regola è quella di non acquistare sempre lo stesso prodotto per evitare di mangiarlo troppo spesso, anche nel cibo confezionato la varietà è fondamentale.
Il terzo consiglio è quello di conoscere la elencazione degli ingredienti in ordine decrescente. Il primo elemento dell’elenco è quello che è presente in quantità maggiore. Se quindi i primi 3 ingredienti della lista sono, in ordine: zucchero, farina di frumento, olio di palma, significa che il prodotto è sostanzialmente composto di zucchero e farina bianca, con l’aggiunta di un pessimo olio industriale anch’esso raffinato e quindi privato dei suoi caroteni antiossidanti, dal momento che l’olio di palma usato dall’industria è deodorato e raffinato, non si utilizza nella sua versione grezza (olio di palma vergine).
Il quarto consiglio è di conoscere il linguaggio adoperato dall’industria, quello che troviamo scritto è tutto a norma di legge, ammettiamo di crederci, ma a volte alcune diciture possono effettivamente trarre in inganno. Vi faccio alcuni esempi per capire meglio il concetto.
UOVA FRESCHE.
Nelle etichette di snack, merendine, paste secche all’uovo, maionese e molto altro, leggiamo spesso la dicitura “uova fresche”. La prima cosa a cui pensiamo sono le uova deposte da poco. Non è proprio così. Gli alimenti industriali, nella maggior parte dei casi, contengono ovoprodotti, cioè un derivato delle uova fresche non più vendibili a scaffale. Dopo 21 giorni infatti, le uova fresche vengono declassate per legge da categoria A a categoria B e non possono più rimanere nello scaffale delle uova fresche al supermercato. Queste uova, miscelate, pastorizzate e addizionate con conservanti, possono essere utilizzate in altri preparati industriali chiamati appunto ovoprodotti, e anche nei cibi per animali. Ovoprodotti sono anche gli albumi in brik e l’albume d’uovo in polvere.
PANE INTEGRALE.
Il pane integrale è spesso consigliato come sostituto del pane bianco per il suo minor carico glicemico e per la maggiore presenza di fibra. Ma può capitare di trovarsi di fronte ad un pane che integrale proprio non è. Spesso infatti troverete pane in cui si utilizza farina di tipo 00, cioè raffinata, a cui si aggiunge della crusca o del cruschello. Le norme di legge consentono questo genere di etichettatura e dicitura ed è per questo che, per essere certi di consumare un alimento che conservi integralmente le sue proprietà nutritive e che derivi dalla macinatura del chicco intero di frumento, non basta accontentarsi della dicitura legale, ma conviene verificare che nella lista degli ingredienti ci sia scritto 100% di farina integrale.
CARNE SEPARATA MECCANICAMENTE.
E’ una dicitura che trovate spesso nel reparto carni dei supermercati. Sapete cosa significa? Si tratta di residui di carne recuperati meccanicamente dalle ossa e in genere dalle carcasse degli animali una volta tolti i tagli più pregiati.
Scarti di macellazione, in sostanza, che possono includere ossicini finemente tritati, cartilagini e anche zampe (nel caso dei polli) che vengono utilizzati per realizzare wurstel, spinacine, cordon bleu, salsicce e anche ripieni per paste semi fresche (ripieno dei tortellini). A queste carni sono aggiunti aromi artificiali, conservanti, e alti livelli di sale. Occorre essere molto cauti nel loro utilizzo, ma in realtà sarebbero da evitare completamente, ad essere onesti.
Detto questo penso di avevi dato alcune spiegazioni fondamentali per cui fare attenzione su quello che acquistate ai supermercati o grandi magazzini. Secondo molti studi effettuati e pareri di medici la base di patologie come tumori, malattie autoimmuni e neuro-degenerative è proprio causata dal consumo di questi cibi ultra-processati. Tornare ad un’alimentazione naturale è il regalo più grande che potete fare al vostro “Essere”.



Commenti
Posta un commento