RICHIAMI ALIMENTARI




Vi siete mai informati su quante segnalazioni a rischio alimentare ci sono giornalmente nel nostro paese? Questa che vi dò è un’informazione da prendere sul serio e riflettere sulla situazione che ci circonda, la maggior parte delle volte senza nemmeno essere informati dalle autorità competenti. Sempre più spesso capita che alcuni supermercati o marchi annuncino il ritiro di alcuni lotti di prodotti alimentari perché fallati o addirittura contenenti allergeni o batteri. L’ultimo caso è avvenuto proprio nelle settimane scorse: alcuni lotti di marchi di uova sono stati ritirati per il rischio di salmonella. Nel settore alimentare, è importante garantire la sicurezza e la salubrità dei prodotti venduti, in modo da salvaguardare la salute dei consumatori. Almeno così dovrebbe essere.

Nel caso in cui “saltino fuori” dei casi di non conformità di prodotti alimentari commercializzati, se ne occupano gli OSA.

Gli OSA sono gli operatori del settore alimentare e sono responsabili di garantire il rispetto delle disposizioni della legislazione alimentare nell’impresa alimentare posta sotto il loro controllo. 

I loro compiti sono delineati dal Regolamento CE 178/2002:

 

1 Responsabilità principale per la sicurezza degli alimenti;

2 Mantenimento della catena del freddo per gli alimenti che non possono essere immagazzinati a temperatura ambiente in condizioni di sicurezza;

3 Applicazione delle procedure basate sui principi del Sistema HACCP, insieme ad una corretta prassi igienica.

Qui apro un parentesi e la chiudo, su quanto detto sopra dal regolamento. Vi è mai capitato di vedere nei supermercati, carrelli di alimenti freschi, stipati fuori davanti ai frigoriferi o congelatori in attesa di essere sistemati? Io un svariato numero di volte. Poi ci chiediamo perchè troviamo prodotti freschi facilmente deperibili in condizioni da essere buttati, nonostante non siano scaduti. A voi la risposta. Il 3 ottobre 2024 il Ministero della Salute ha pubblicato la Relazione sul sistema di allerta europeo RASFF, ovvero un report sui richiami alimentari aggiornato con i dati del 2023 relativi ai Paesi membri.

Il RASFF, è un sistema di allerta, attivo 24 ore su 24, per la notifica di un rischio diretto o indiretto per la salute umana, animale o per l’ambiente dovuto ad alimenti o mangimi. Negli anni il sistema di notifica è stato esteso anche ai rischi legati a materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti (MOCA) e ai mangimi per animali da affezione (pet food) e, oggi, ci permette di conoscere quali sono i prodotti più pericolosi ritirati dal mercato, legati ad alimenti, mangimi, materiali a contatto con gli alimenti e mangimi per animali da compagnia.  Nel 2023 il sistema RASFF ha registrato un aumento significativo delle notifiche trasmesse, con un totale di 4.683 “notifiche originali”, superando le 4.339 del 2022. Secondo i dati del report del Ministero della Salute, aggiornati al 4 marzo 2024, il 2023 ha segnato il massimo storico di segnalazioni nel sistema, confermando un trend in crescita per quanto riguarda la vigilanza sui prodotti alimentari e i materiali a contatto con gli alimenti (MOCA). La maggior parte delle segnalazioni ha riguardato l’alimentazione umana con 4.185 notifiche, seguita dall’alimentazione animale con 308 notifiche, e infine i MOCA, che hanno ricevuto 190 notifiche. Vediamo quello che più ci riguarda, cioè la situazione in Italia relativa ai prodotti pericolosi ritirati dal mercato. L’Italia ha contribuito con 415 segnalazioni (8,9%) Tra i prodotti maggiormente segnalati dall’Italia, predominano:

 • pesce e prodotti della pesca (16,9%);

 • frutta a guscio, prodotti a base di noci e semi (11,6%);

 • frutta e vegetali (11,3%).

Questi prodotti sono particolarmente vulnerabili ai rischi legati alla contaminazione microbiologica e chimica, per via delle loro caratteristiche intrinseche e dei processi produttivi a cui sono sottoposti.



La maggior parte dei prodotti oggetto di segnalazione in Italia proviene da pochi Paesi specifici, quali: Spagna, Cina, Turchia, Francia, Stati Uniti, e per la restante parte da India, Paesi Bassi, Pakistan e Iran.

I rischi sanitari rilevati nelle notifiche attivate dall’Italia si concentrano principalmente su:

 • microrganismi patogeni (24,1%), come batteri, virus, funghi e protozoi, che possono causare malattie negli esseri umani, negli animali o nelle piante;

 • micotossine (13,9%), composti tossici prodotti da alcuni funghi, in particolare da muffe appartenenti ai generi Aspergillus, Penicillium e Fusarium;

 • metalli pesanti (11,3%), tossici per l’organismo umano e animale anche a basse concentrazioni;

 • residui di pesticidi (9,5%), sostanze chimiche utilizzate per controllare parassiti, malattie e vegetazione indesiderata nelle coltivazioni , che possono rimanere nei cibi per vari motivi e la loro presenza rappresenta potenziali rischi per la salute umana. Finisco qui altrimenti a qualcuno potrebbe venire qualche attacco di panico. Vi lascio con una domanda: Avete mai visto esposto al supermercato fogli informativi relativi ai prodotti che vengono ritirati ogni giorno? Dovrebbero farlo per legge, ma nessuno lo fa

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