SAPETE QUAL E’ IL PUNTO DI FORZA DEI SUPERMERCATI? ANALIZZIAMOLO ASSIEME.




Le insegne attirano l’attenzione dalla strada, ognuna ha un colore ben visibile, identica a quelle degli altri punti vendita della stessa catena. Cartelli luminosi affissi all’ingresso riportano le offerte del giorno, tutti a prezzi imbattibili.  Appena si entra appare agli occhi del consumatore come un luogo già visto, i viali-corsie  sembrano familiari, i percorsi tutti bene definiti, gli spazi rassicuranti. Come in una città esiste anche qui un piano regolatore che stabilisce la divisione di corsie e merce esposta, studiata nei minimi dettagli. Ci sono i cosiddetti punti “caldi” aree che sono maggiormente frequentate o transitate, poi i punti” freddi” più distanti poco illuminati e meno frequentati, come una sorta di quartieri periferici.

Ci sono poi le “testate di gondola” che sono le parti terminali delle scaffalature che godono di maggiore visibilità, spesso utilizzate per promozioni. C’è anche il cosiddetto “stopper” il cartellino perpendicolare al senso di marcia della clientela, con lo scopo di attirare l’attenzione e rallentare o arrestare lo scorrimento. Ci sono poi le “isole” che non sono altro che allestimenti scenografici di alcuni metri quadri, dove sono posizionati espositori carichi di prodotti in promozione. Tutto quello che trovate è messo lì e posizionato per uno scopo ben preciso. Anche vicino alle casse vengono posizionati snack dolci, proprio ad altezza bambino per attirare l’attenzione dei più piccoli.

I beni di primo consumo quali zucchero, pani confezionati e sale, sono disposti in aree semi nascoste in modo da costringere il consumatore a cercarli, vagando all’interno di tutto il punto vendita per indulgere agli acquisti non previsti. I prodotti sugli scaffali sono organizzati secondo una logica, si chiama “occasione d’uso”, ad esempio quando acquisti la pasta se giri la testa troverai nella stessa corsia la passata di pomodoro, così anche se hai bisogno solo di uno di questi due prodotti vieni inconsciamente spinto ad acquistare anche il prodotto associato.

Tutta l’organizzazione di scaffali e corridoi è concepita a creare un percorso di senso, spingendo al cliente ad acquistare il più possibile. Sono astute strategie di marketing studiate a tavolino. Fare la spesa è diventato un’attività esperenziale in cui ognuno di noi proietta un’insieme di “sensazioni emotive”, bisogni di rassicurazione e voglia di sperimentare cose nuove.

Il marketing emozionale è una delle materie più studiate dai gestori dei supermercati.

Un esempio: le lattine delle bibite perché sono sempre di aspetto lucido? Perché sfruttano lo stimolo mentale alla sete per indurci il bisogno di consumarle nell’istante preciso in cui le vediamo sullo scaffale.

Anche i colori hanno un ruolo fondamentale, non a caso le offerte sono sempre in rosso, una tonalità che attira attenzione. I prezzi finiscono sempre con “99”, perché risvegliano la sensazione subliminale del risparmio.

Avete poi fatto caso che c’è sempre musica accesa, anche questo aiuta ad aumentare il tempo di permanenza, una melodia lenta ci rallenta il passo guardando più volentieri attorno.

Ci sono stati degli studi fatti proprio riguardo alla musica nei supermercati, i risultati hanno dimostrato che i consumatori erano portati ad acquistare di più ascoltando una determinata musica.

Il supermercato ha il potere di soddisfare tutti, ricchi e poveri, chi ha tempo e chi va di corsa, a chi la spesa la fa a colpo sicuro fino a chi è alla ricerca dell’offerta. I gestori studiano i mutamenti sociali e si adeguano al mercato.

Non a caso la Coop nel suo rapporto annuale dice la seguente frase “vince chi interpreta le esigenze mutevoli dei consumatori”. 

Vi siete mai chiesti perché appena entrate in qualsiasi supermercato la prima cosa che vedete è il banco della frutta e verdura? Perché rappresenta il biglietto da visita del supermercato, deve trasmettere un luogo dove ci sono alimenti freschi, naturali, cosa che altri prodotti se messi all’ingresso non riuscirebbero a dare.



Capite che oltre ad acquistare uno schifo di prodotti, sia quelli freschi che quelli confezionati, state alimentando un sistema che vi identifica e considera come etichette e consumatori seriali di prodotti chimici, manipolabili e plasmabili a loro piacimento. In Italia il 70% degli acquisti alimentari viene compiuto in un esercizio della grande distribuzione(GDO). Capite quante persone si nutrono male o non danno peso a quello che ingeriscono?

Il supermercato ha una ben specifica strategia, se vi considerate o appartenete ad una etichetta è il posto giusto dove ognuno può sentirsi rappresentato, ma non dimenticate che vi state nutrendo di cibo a basso costo con le gravi problematiche di cui è già stato ampiamente parlato. Riflettete.. 

Commenti

Post più popolari