UNA SEMPLICE TAVOLETTA DI CIOCCOLATO, SAPETE COSA SI NASCONDE DIETRO QUESTO ALIMENTO, NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI?
La produzione del cioccolato spesso può nascondere una verità molto dolorosa. Le multinazionali del cioccolato si basano ancora sullo sfruttamento del lavoro minorile per arricchirsi. Al giorno d’oggi i bambini vengono ancora trattati come schiavi e costretti a lavorare in pessime condizioni. In Costa d’Avorio più di 4000 bambini sono costretti al lavoro forzato per la produzione di cacao. Alcuni bambini vengono venduti dai genitori disperati a causa della povertà ai trafficanti mentre altri vengono rapiti. I trafficanti di schiavi a propria volta vendono i bambini ai proprietari delle piantagioni di cacao. La Costa d’Avorio è il più grande produttore mondiale di cacao: il 40% dei fagioli raccolti nel mondo proviene da questo paese africano. Nell’ovest del paese, non lontano dal confine con la Liberia, ci sono migliaia di piccole piantagioni clandestine, situate nel cuore di una foresta protetta. Un lavoratore su tre è un bambino che lavora con un machete con il rischio di ferirsi, hanno tutti meno di 14 anni. Non possono avere contatti con i genitori, non ricevono alcun salario e lavorano esclusivamente per avere in cambio del cibo. Solo dopo alcuni anni, hanno diritto ad avere un piccolo appezzamento di terreno e possono rivendere il cacao che producono. Nei campi vivono senza elettricità, né acqua potabile. I bambini che dormono in rifugi di fortuna, coperte di fogliame, in una regione in cui la malaria è endemica e i morsi di serpente sono fatali. Il numero elevato di bambini coinvolti nel traffico è imprecisato. Ma ciò che è certo è che i genitori acconsentono perché non hanno altra possibilità di mantenere le loro famiglie. I bambini sono poi a stretto contatto con il glifosato, pesticida potenzialmente cancerogeno. Il tutto poi sembra ancora più assurdo perché il lavoro minorile sarebbe vietato in Costa d’Avorio, ma dalla legge del 2001 sono passi 24 anni e niente sembra cambiato. Paul Moreira, il giornalista che ha condotto questa inchiesta, ha scoperto che non c’è nessuna tracciabilità su questi appezzamenti clandestini perché il cacao viene mescolato con altro proveniente da piantagioni in cui si lavora in condizioni migliori.
Non esiste un codice a barre sulle buste di cacao, a differenza del Ghana, ad esempio. I fagioli vengono tutti mescolati prima di essere esportati. In breve, è quasi impossibile essere sicuri che il cioccolato industriale che acquistiamo non promuova il lavoro minorile.
Per sensibilizzare i consumatori è stata pubblicata una lista delle aziende che sfruttano i bambini per la produzione di cacao e cioccolato in modo che i cittadini attenti a questo tema possano evitare di acquistare i loro prodotti. Le aziende sono:
Hershey- Mars- Nestlé- ADM Cocoa- Guittard Chocolate Company-Godiva- Fowler’s Chocolate- Kraft- See’s Candies.
Pensate solo che tra il 2009 e il 2014 il numero dei bambini che lavorano nel settore del cacao è aumentato del 51%., figuratevi ad oggi. La produzione di cioccolato continua a calpestare i diritti dei bambini e quelli delle donne, quindi non sto dicendo di non consumare più cioccolato, ma quando siamo di fronte all’acquisto di tale prodotto, riflettiamo un attimo su quello che acquistiamo, non comperate marchi che ho menzionato sopra ma ricercate produttori che non usano lo sfruttamento minorile per produrre questo alimento, esistono ancora produttori seri, basta informarsi un attimo, cerchiamo di essere più sensibili su questi argomenti, è anche questo un’altro passo per raggiungere la consapevolezza alimentare. Molte volte dietro a un semplice gesto per noi, come quello di acquistare una tavoletta di cioccolato, può nascondersi un grosso problema per altre persone, inoltre smettiamo di alimentare queste grandi multinazionali con l’acquisto dei loro sporchi prodotti.



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