Chewing gum: sai davvero cosa mastichi?
Le gomme da masticare sono così comuni nella nostra quotidianità che raramente ci soffermiamo a pensare cosa stiamo effettivamente mettendo in bocca. Eppure, dietro quell’apparente semplicità si nasconde un cocktail di sostanze chimiche che merita l’attenzione di ognuno di noi.
Contrariamente a quanto molti credono, le gomme moderne non contengono più la gomma naturale del Chicle. Questa gomma naturale risale all’epoca dei Maya che ruminavano la “chicle”, da cui “chicles“, storpiato poi dagli italiani in cicca, gomma derivata dal latte coagulato (lattice) dell’ albero della Sapodilla (Achras zapota), pianta tropicale da frutta che cresce nello Yucatan, in Guatemala ed altre regioni dell’America Centrale.
Oggi il 99% delle gomma da masticare è prodotto con materiale plastico. Proprio così!! Pensate che ogni chewing-gum che masticate contiene l’equivalente di una cannuccia di plastica, le gomme vendute in tutto il mondo sono prodotte da pochissime multinazionali, e sono quindi quasi tutte uguali. Nessuno sa che le gomme sono fatte di plastica. Negli ingredienti si legge infatti: impasto di gomma o gomma base, senza ulteriori spiegazioni. Ma la gomma, un tempo sempre naturale, oggi è totalmente sintetica, cioè costituita da polimeri come il polietilene (lo stesso delle buste di plastica), il polivinilacetato (presente nelle colle), il butadiene-stirene (usato anche negli pneumatici) e altri polimeri plastici. Tutti prodotti derivati dal petrolio. Il grave problema è che queste sostanze, vengono considerate sicure dalle autorità sanitarie, ma non vengono in alcun modo digerite dal nostro corpo. Si accumulano nel tratto gastrointestinale e vengono eliminate lentamente, potendo causare in casi estremi occlusioni intestinali, specialmente nei bambini che tendono a ingoiare frequentemente le gomme.
Secondo uno studio pilota presentato al congresso dell’American Chemical Society a San Diego, il chewing gum potrebbe rappresentare una fonte significativa di microplastiche nella dieta umana. Le microplastiche sono piccole particelle di plastica, dalle dimensioni comprese tra 1 micrometro e 5 millimetri, ampiamente presenti nell’ambiente e in molti prodotti quotidiani come vestiti, cosmetici, imballaggi alimentari e utensili da cucina.
I ricercatori di questo studio hanno rilevato il rilascio di circa 100 microplastiche per grammo di chewing gum, con picchi che arrivano fino a 600 microplastiche. Considerando che un pezzo di chewing gum può pesare dai 2 ai 6 grammi, un singolo chewing gum potrebbe liberare fino a 3.000 microplastiche nella saliva. Calcolando che un individuo consuma mediamente fino a 180 chewing gum all’anno, ciò potrebbe corrispondere all’ingestione annuale di circa 30.000 particelle plastiche. La maggior parte delle particelle viene rilasciata nei primi due minuti di masticazione, non per effetto della saliva, ma a causa dell’azione abrasiva del processo di masticazione stesso.
Per non parlare poi degli aromi e zuccheri che ci sono al loro interno. Le gomme da masticare creano appunto disfunzione a carico della flora batterica intestinale, per via di numerose sostanze tossiche e artificiali inserite in questi prodotti dall’industria, in primis un mix di aspartame e altri dolcificanti artificiali a basso contenuto calorico, aromi, cere, coloranti e gli immancabili additivi.
Sui pericoli di dolcificanti sintetici come l’aspartame si parla da tanti anni, ci sono ricerche condotte da istituti di ricerca seri come il Ramazzini di Bologna che hanno dimostrato l’azione cancerogena di questo dolcificante sugli animali, ipotizzando effetti nocivi anche sull’uomo. Ciò nonostante la sostanza continua a essere permessa nell’industria alimentare e gli enti preposti alla sicurezza alimentare sostengono che non ci siano pericoli per l’uso alimentare umano. In queste gomme da masticare vi è contenuto anche un colorante sintetico più controverso e nocivo che esiste in circolazione, E133. Vi dico solo che si ricava dal petrolio o dal carbon fossile, e che nella preparazione può essere aggiunto anche l’allumino per migliorarne la funzionalità tecnologica. Non penso ci sia più nulla da dire!! Da un’abitudine solo all’apparenza innocua, potremmo causare seri danni alla nostra salute, pensateci!!



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